"Pensioni, a luglio arriva la quattordicesima: ecco quanto vale"

Oltre tre milioni di persone riceveranno per la prima volta la quattordicesima

Caporalato, Martina: mai più schiavi nei campi

Diritti dei lavoratori e difesa del reddito degli agricoltori per noi sono parte della stessa battaglia

#SalernoReggioCalabria

Una promessa mantenuta con i cittadini

Il Governo e il PD contro la povertà

Soldi investiti e non parole!

martedì 12 novembre 2013

Carceri, Favi: “Cancellieri apra davvero una linea d’ascolto e di aiuto istituzionale”

“Avevamo chiesto al Ministro Cancellieri di attivare una task-force permanente al DAP dove potessero essere segnalati i casi conclamati di incompatibilità delle condizioni di salute rispetto alla penosa condizione delle carceri e dei servizi sanitari interni. Una help-line dove potessero rivolgersi con certezza di ascolto i familiari delle persone ristrette, i Garanti territoriali dei diritti dei detenuti, le associazioni di volontariato, i rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali.

Il Ministro Cancellieri ha riferito ieri in Parlamento che già esiste da diversi anni una struttura appositamente dedicata. La cosiddetta “Sala situazioni” del DAP, che non è non è quella linea di ascolto e di aiuto istituzionale che possa attivare, correttamente e con imparzialità, le valutazioni sui casi più drammatici che si generano nelle nostre carceri, è nel concreto il terminale di una informazione chiusa all’interno del sistema penitenziario che, al limite, interviene in occasione degli eventi critici, quali tentativi di suicidio, atti di autolesionismo, proteste eclatanti o di sciopero della fame, perpetuando così i meccanismi infernali della detenzione per chi manifesta estremo disagio o chiede attenzione alle istituzioni.

Confermiamo perciò, dopo il chiarimento sul caso Ligresti, la richiesta al Ministro Cancellieri di istituire la task-force e, contestualmente, di limpidezza dei canali di ascolto e di aiuto, almeno nei casi più estremi nel quotidiano dramma delle nostre carceri sovraffollate.
Quanto al fenomeno inaccettabile dei suicidi in carcere, il Ministro Cancellieri valuti l’esperienza introdotta dal 1988 negli Stati Uniti dove si è riusciti ad abbattere le morti dell’80%, istituendo un apposita struttura per la prevenzione dei suicidi attraverso staff di persone incaricate della formazione del personale penitenziario, proposta avanzata recentemente dall’Osservatorio permanente sulle morti in carcere costituto dalle associazioni no-profit del settore”

giovedì 31 ottobre 2013

Lettera alle nostre coscienze

Domenica ad Asti trecentoquarantuno persone sono state folgorate sulla via del Partito Democratico. Lo stesso è avvenuto in molti circoli della Provincia. Apparentemente, da militanti, dovremmo rallegrarci di questo coinvolgimento dell'ultimo minuto, che inverte la rotta rispetto al calo di iscritti degli ultimi anni.

E invece i democratici astigiani sono umiliati e furenti, perché molte di quelle persone ammassate per sottoscrivere una tessera sono state chiamate a raccolta da forze uguali e contrarie che, con la complicità di regole scellerate, non si sono fatte scrupoli a svilire un congresso, il momento più alto nella vita di partito, in cui si dovrebbero confrontare idee e non cordate. Molti dei neotesserati sono disoccupati, migranti, famiglie in difficoltà, gli stessi che la nostra storia politica ci impone di tutelare e che invece abbiamo scelto di sfruttare come “carne da congresso”. Tutti metodi che abbiamo già visto applicare in passato, senza che nessuno se ne assumesse mai la responsabilità.

Ci chiediamo il perché di una simile prova di forza: certo, controllare la segreteria provinciale e cittadina significa risparmiarsi molte noie e possibili critiche da parte di militanti pensanti e non adepti. Ma questo obbiettivo può legittimare l'umiliazione della militanza onesta e lo sfruttamento di persone ignare? Vorremmo che i responsabili dello scempio rispondessero a questa domanda, anzitutto davanti alla loro coscienza.

In queste ore tanti vorrebbero stracciare le tessere, anche tra i nostri eletti. C’è chi l’ha già fatto. Quando si scavalcano i militanti le conseguenze sono queste, mentre il partito cessa di avere un senso come luogo di partecipazione e confronto. Ma un partito reso vuoto non lo si può riempire con quelle 341 tessere. Cosa rimane, dunque, del Partito Democratico?

Rimane l’iniziativa di chi non ci sta e continua a crederci, nonostante tutto, ma ha bisogno di risposte forti ed inequivocabili.

Ci rivolgiamo dunque ai candidati, scavalcati dalle stesse forze che li sostenevano, perché agiscano in prima persona e contribuiscano a superare questo momento di estrema amarezza. Chiediamo a Giorgio Ferrero, Francesca Ferraris, Carlo Gentile e Luigi Sposato di non accettare l’esito falsato di questo congresso, di verificare insieme alla commissione per il congresso il rispetto del codice etico di tutti gli iscritti e condannare politicamente quanto accaduto.

Perché di fronte ad una pagina indegna della nostra storia politica, non si può tacere, “perché anche se noi ci crediamo assolti, siamo lo stesso coinvolti”!

Il documento resterà a disposizione dei militanti che intendono sottoscriverlo, presso la sede del partito ad Asti. E' possibile sottoscriverlo anche inviando una email a partitodemocraticoat@libero.it.
I primi firmatari, in ordine alfabetico:

Clemente Elis Aceto
Mara Alciati
Edoardo Angelino
Aldo Bartoli
Alessandro Boano
Luca Bortot
Vincenzo Calvo
Irene Cocimano
Andrea Devecchi
Stefano Gilardi
Alberto Grande
Luca Matteja
Michele Miravalle
Enrico Panirossi
Carlo Ventura
Andrea Visconti 

Katia Cantino
Ivana Bione
Renato Morra
Antonella Gianola


mercoledì 23 ottobre 2013

I conti del PD di Asti: operazione trasparenza

Abbiamo deciso di rendere pubblici e trasparenti gli introiti e le spese del PD provinciale per dare un segnale tangibile della nostra volontà di cambiamento e per mostrare a tutti come la polemica sul finanziamento pubblico dei partiti può essere utilizzata strumentalmente.
Tornando un po’ indietro nel tempo, abbiamo messo a disposizione i conti relativi all’organizzazione del primo e secondo turno di primarie del 2012, poiché lo riteniamo un atto di rispetto nei confronti dei nostri elettori.

Il bilancio consuntivo del 2011 offre invece una chiara panoramica sui reali problemi di gestione di una federazione provinciale.
Non vorrei commentare impropriamente un bilancio che non ha visto me direttamente implicata, tuttavia tengo certamente a mettere in evidenza alcune tendenze prevedibili e alcuni cambiamenti introdotti a partire da ottobre 2012, quando sono stata eletta Segretario provinciale e ho cominciato il percorso con la mia segreteria.

Sul versante delle entrate, il tesseramento ha progressivamente perso incisività e, nonostante una ripresa che ha caratterizzato gli ultimi due anni, difficilmente raggiungerà i livelli del 2008. I contributi provenienti dal PD regionale hanno già subito un deciso ridimensionamento e subiranno un’ulteriore diminuzione per il prossimo anno. La contribuzione da parte dei nostri eletti e designati all’interno di istituzioni pubbliche merita un discorso a parte: con il supporto del nostro Tesoriere, come segreteria provinciale abbiamo avviato e concluso una verifica della situazione contributiva, che ci ha portato a rilevare alcuni casi di inadempienza “cronica”.

Convinti che il rispetto per il partito e -soprattutto- per gli elettori passi anche dall’adempimento dei doveri contributivi, stiamo affrontando questo problema che affligge pesantemente le casse del PD secondo le procedure stabilite dal nostro Statuto e dal nostro Codice Etico. In ogni caso, la voce “contribuzioni liberali” subirà anch’essa una contrazione, per effetto della diminuzione delle retribuzioni di consiglieri regionali e parlamentari.
Per far fronte a un bilancio disastrato e alla previsione di una così forte diminuzione delle entrate, abbiamo preso provvedimenti che hanno prodotto risultati immediati:

- riduzione delle spese per il personale: il tempo pieno è stato sostituito dal part-time, che ci consente di garantire l’apertura della sede di Asti senza dover licenziare nessuno dei nostri collaboratori;

- rimborsi per viaggi e trasferte: nonostante la cifra non sia mai stata eccessiva, sarà ridotta drasticamente per il fatto che come Segretario provinciale non ho mai chiesto rimborsi per le mie trasferte e le mie spese telefoniche; i rimborsi restano validi per i nostri rappresentanti in assemblea nazionale;

- la nostra tradizionale Festa Democratica nelle edizioni del 2012 e del 2013 ha cessato di essere un costo: un’organizzazione oculata e attenta ci ha consentito non solo di rientrare nelle spese sostenute, ma di realizzare un piccolo guadagno.

Tutto ciò è stato possibile con un serrato lavoro di squadra, che ha portato a risultati immediatamente tangibili e, tuttavia, con molta probabilità ancora insufficienti a garantire la sopravvivenza della “struttura organizzativa – partito” così come l’abbiamo conosciuta fino ad oggi. A tale proposito, ritengo che il dibattito sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti sia avvelenato non solo dal clima di sfiducia nei confronti della politica, ma da finalità poco chiare. Il partito, pur riconoscendo i margini di miglioramento della forma organizzativa, deve continuare ad essere un luogo dove tutti e ciascuno, ricchi e non, abbiano la garanzia di poter esprimere e sostenere opinioni. La soppressione del finanziamento pubblico ai partiti può essere efficace solo se mossa da un cambiamento culturale importante (mentre non può, a mio modo di vedere, indurre il cambiamento), che nel nostro Paese stento a intravedere.

Francesca Ferraris
Segretario provinciale Pd Asti

venerdì 20 settembre 2013

Riparte il seminario del Pd per fornire idee al partito

Il nostro traballante Paese ha sempre più bisogno dell'impegno di noi tutti. Il Seminario del Partito Democratico astigiano è pronto a ripartire, aperto a tutte le persone che intendono discutere, insegnare, fare e imparare confrontandosi tra loro. Ci ritroviamo quindi il 25 settembre 2013 alle ore 18.00, presso la sede del Partito in Piazza Statuto 1- Asti, per scegliere insieme i temi di interesse della città di Asti e dell'astigiano che man mano svilupperemo nel corso delle successive sessioni. Lo scopo, oltre a quello dell'arricchimento culturale/ personale, è quello di fornire al Partito e ai suoi amministratori suggerimenti ed idee, al fine di poter amministrare sempre meglio e di contribuire ad uscire da questa grave crisi economica e occupazionale che tanto colpisce. Vi aspettiamo!

Tre giorni di Festa Democratica a Baldichieri

Inizia questa sera a Baldichieri la Festa per l'Unità della Valtriversa. Tre giorni per confrontarsi sul futuro dell'Astigiano, del Piemonte e del Paese. Ecco il calendario degli eventi, in programma all'ex bocciodromo.

Venerdì 20
19,00 apertura stand enogastronomico
21,30 Hipocondrya in concerto: le canzoni di Vasco e Ligabue
Fine concerto: sorpresa democratica

Sabato 21
9,00 La crisi della democrazia rappresentativa
Intervengono: Anna Maria Poggi, docente di Diritto Pubblico
On. Andrea Giorgis, docente di diritto costituzionale
Modera: Paolo Volpe, consigliere comunale Villafranca d’Asti
15,00 Calciobalilla Democratico Torneo amatoriale imperdibile... ricchi premi e cotillon...
17,30 L’Astigiano che vorrei... il sistema socio-sanitario Piemonte: poteri dei Comuni e delle Unioni di Comuni
Intervengono: Aldo Reschigna capo-gruppo P.D. Regione Piemonte
Nino Boeti resp. Sanità P.D. Regione Piemonte
Flavio Pesce presid. Assemblea dei Comuni dell’A.s.l. 19 e sindaco di Nizza Monferrato
Paolo Volpe consigliere Comunità Valtriversa
Modera: Alfredo Castaldo esecutivo provinciale P.D. ASTI
19,00 Apertura stand enogastronomico
22,00 Daniela Carbone in concerto Fine concerto: sorpresa democratica

Domenica 22

10,00 Il Piemonte che vorrei... alcune idee del P.D. per il futuro della nostra regione
Intervengono: Gianfranco Morgando segretario regionale P.D.
On. Enrico Borghi capogruppo P.D. commissione Ambiente territorio e lavori pubblici
On. Massimo Fiorio vice. pres. Commissione agricoltura
On. Mino Taricco commissione agricoltura
Coordina i lavori: Paolo Volpe
16,00 Calciobalilla democratico... finali...
19,00 Apertura stand enogastronomico
21,30 Oltre la guerra e la paura
Spettacolo e teatro sociale a cura del circolo P.D “Valtriversa - Domenico Tamietti”
Fine spettacolo sorpresona democratica

sabato 13 luglio 2013

La Fondazione, i Partiti e la governance del territorio

Il dibattito a più voci suscitato dalle nomine per il CdA della Fondazione CRAT dimostra che il PD astigiano, con il convegno sul ruolo delle Fondazioni del maggio scorso, aveva colto nel segno, affrontando in anticipo un tema cruciale. 

La concitata fase politica che stiamo attraversando, caratterizzata dalla crisi dei partiti e dalla drastica diminuzione della fiducia nella capacità della politica di risolvere i problemi, impone chiarezza nel rapporto tra economia e politica, anche a livello locale

Noi siamo convinti che la politica debba occuparsi di economia, con coraggio e trasparenza, trovando come punto d'incontro e contemporaneamente punto di partenza lo sviluppo del territorio di riferimento. Così come per i partiti non è più sufficiente esprimere candidature o avanzare richieste, seguendo logiche che oggi non soltanto appaiono vecchie, ma che devono essere dichiarate inaccettabili, allo stesso modo per le Fondazioni non è più sufficiente elargire contributi al maggior numero possibile di enti o associazioni.

E' necessario far emergere un progetto comune di sviluppo del territorio, in cui enti locali, attori economici, rappresentanze datoriali, sindacati e partiti pensano e agiscono come parti di un unico sistema territoriale e ne fanno gli interessi. In una parola, è necessario che gli attori territoriali ripensino la cosiddetta "governance" dello sviluppo locale, cioè la capacità di coordinare le diverse strategie di intervento o, più in generale, il modo in cui una comunità locale risolve i suoi problemi e soddisfa i suoi bisogni. 

Per queste ragioni, condividiamo completamente le dichiarazioni del nostro capogruppo nel Consiglio Comunale di Asti, Vittorio Voglino, nel ribadire che il rinnovamento nel rapporto tra politica e economia deve passare per l'affermazione di criteri quali trasparenza, competenza, responsabilità e pubblicità nelle decisioni. È finito il tempo dell'autoreferenzialità, della gestione chiusa del potere: oggi più che mai gli attori politici ed economici devono dimostrare di essere in sintonia con la comunità territoriale di riferimento, riconoscendone i mutamenti e agendo per il bene della collettività, mettendo a sistema le capacità presenti, le iniziative di successo, i progetti di sviluppo.

Francesca Ferraris
Segretaria Provinciale

Riccardo Fassone
Vice Segretario Provinciale

mercoledì 10 luglio 2013

Fondi dall'Europa, le opportunità per il territorio



La programmazione europea 2014 – 2020 prevede una mole non trascurabile di finanziamenti, alcuni dei quali l'Europa ha deciso di destinarne alle aree interne. Per questo è fondamentale, in un momento di grave crisi economica come quella che stiamo vivendo, che tutte le istituzioni, nazionali e locali, siano unite nell'individuare quei grandi obiettivi che possono essere utili ad indirizzare le economie verso progetti fondamentali per lo sviluppo delle aree più distanti dalla costa ma con enormi potenzialità turistiche, ambientali, culturali.

In queste aree sono in corso molte iniziative, private e pubbliche, per il rilancio delle attività agricole, per la ristrutturazione di borghi, per gli interventi nelle scuole e sugli ospedali, per le infrastrutture digitali, per tutelare la cultura e la società di questi luoghi. Per questo si rende opportuno concretizzare un progetto per le aree interne, proposto dal Ministero per la Coesione Sociale, che possa contare su azioni pubbliche da finanziare con fondi comunitari 2014 – 2020 secondo tre distinti ma interconnessi obiettivi generali: tutelare il territorio e la sicurezza degli abitanti, promuovere la diversità naturale e culturale e il policentrismo, concorrere al rilancio dello sviluppo per creare nuove economie e nuovo lavoro.

La tavola rotonda di sabato 13 luglio consente di conoscere le opportunità offerte dalla programmazione dei Fondi comunicati preallocati per il 2014 – 2020 (Fondo europeo di sviluppo regionale, Fondo sociale di Sviluppo, Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale) per costruire una strategia comune per orientare un migliore utilizzo delle risorse ordinarie in questi territori.

Introduzione Massimo Fiorio - Parlamentare, Vicepresidente Commissione Agricoltura Camera dei Deputati
Gianluca Forno - Coordinatore provinciale ANCI Sindaco Baldichieri d'Asti
Interventi di: Enrico Borghi - Parlamentare, capogruppo Commissione Ambiente, territorio, lavori pubblici - Camera dei Deputati: Presidente UNCEM
Giovanna Quaglia - Assessore Regione Piemonte Urbanistica e programmazione territoriale, paesaggio, opere pubbliche
Elio Manti - Dirigente del Ministero dell'Ambiente . Commissione per lo sviluppo sostenibile Ugo Baldini - Presidente CAIRE
Paola Casagrande Regione Piemonte Direttore Istruzione, Formazione professionale, Lavoro Lido Riba - Presidente Uncem Piemonte
Coordina Nuria Mignone - Consulente progettazione Bandi Europei

venerdì 28 giugno 2013

Non autosufficienti, Laus annuncia una mozione

Continua la battaglia del consigliere regionale Pd Mauro Laus al fianco delle associazioni di volontariato e delle organizzazioni del settore socio-sanitario, oggi protagoniste di un presidio davanti a Palazzo Lascaris per promuovere i diritti delle persone non autosufficienti.

«E’ scandaloso che le famiglie dei malati e i volontari cui esse si affidano siano costretti a tornare ciclicamente in piazza per mendicare cure e assistenza dovuti loro per legge. Sulla giunta Cota e sul suo disinteresse nei confronti dei 30mila piemontesi non autosufficienti in lista d’attesa grava ormai ogni sorta di pronunciamento sfavorevole: per due volte il Tar ha bocciato i provvedimenti di questa Regione in materia, invitando il governo di centrodestra a invertire la rotta. E altrettanto netto è stato di recente il parere del difensore civico regionale, che a più riprese ha avallato le lamentele di chi si era rivolto al suo ufficio per ottenere giustizia. Ma Cota e il suo assessore alla Sanità continuano a fare spallucce e a temporeggiare, per questo chiederò ai colleghi di opposizione e di maggioranza che hanno a cuore il problema di votare una mozione con la quale venga introdotto il diritto di tribuna per le associazioni e il difensore civico: il governo regionale dovrà almeno mostrare il coraggio della verità in pubblico e giustificare le sue scelte in tema di servizi socio-sanitari».

Laus intende mutuare l’esperienza di alcuni Paesi d’Europa, come Spagna e Danimarca, dove è consuetudine che il difensore civico abbia uno spazio pubblico per rappresentare le situazioni da lui affrontate e confrontarsi con i governanti.

«Bisogna che la giunta venga allo scoperto e la smetta di rimandare a domani problemi che nel frattempo hanno assunto carattere d’urgenza: mentre le asl rispediscono al mittente le richieste per nuovi inserimenti nelle Rsa, nonostante i chiari pronunciamenti della giustizia amministrativa sulla illegittimità delle liste d’attesa, l’assessore in aula ci fa sapere che è stato attivato un nuovo tavolo di lavoro sul tema il quale produrrà l’ennesimo documento, già in tardo di alcuni giorni. Insomma, l’ennesima presa in giro. Nemmeno una parola invece sulla quantificazione delle risorse a garanzia della continuità delle cure in regime di residenzialità e semi-residenzialità. Non va meglio sul fronte della assistenza a domicilio, dove le famiglie dei malati denunciano la difficoltà a incassare gli assegni di cura e gli ispettori del Tavolo Massicci confermano che il numero di piemontesi anziani assistiti in casa è inferiore all’atteso: per tutta risposta la giunta sta studiando un sistema per allargare la platea di quanti contribuiscono a pagare di tasca propria i servizi, più contribuenti insomma per prestazioni che non vengono erogate nei tempi e nei modi previsti».

mercoledì 5 giugno 2013

Acna di Cengio: Fiorio e Taricco incontrano il Ministro Orlando

I deputati del Pd Massimo Fiorio e Mino Taricco hanno incontrato il Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando a cui hanno sottoposto la questione relativa all’Acna di Cengio. I deputati del Partito Democratico hanno posto la necessità di arrivare ad una soluzione condivisa tra le Regioni Liguria e Piemonte che consenta celermente una riutilizzazione del sito collocato sul suolo ligure ma anche condizioni di sicurezza, per i rischi ambientali, per i territori piemontesi posti a valle del sito stesso.

“In questo contesto – dichiarano i deputati Pd – sono preoccupanti le voci di disimpegno da parte di Eni – Syndial. E’ importante che la concertazione tra le due Regioni riguardi anche il tema delle risorse del risarcimento per la valle inquinata che Eni – Syndial deve liquidare a seguito del gravissimo danno ambientale procurato”.

In questo senso i deputati piemontesi Massimo Fiorio e Mino Taricco hanno sollecitato il Ministro Orlando ad incontrare al più presto i Presidenti della Regione Liguria e Piemonte perché “preoccupati dall’attivismo ligure e dall’immobilismo piemontese”.

lunedì 3 giugno 2013

Avete domande e proposte per la giunta? Ecco come fare

Tra gli incontri in programma alla Festa Democratica di fine giugno, anche il confronto con la giunta comunale guidata da Fabrizio Brignolo. Avete domande da porre al sindaco o agli assessori? La Festa Democratica sarà il posto giusto per farlo. Abbiamo preparato un modello da compilare per facilitare la raccolta delle domande e delle proposte, lo potete scaricare cliccando qui e poi portarlo a uno dei nostri banchetti o alla sede del Partito Democratico di Asti.

FESTADEM 2013 - Il programma

Tutti gli ospiti, gli incontri, gli eventi della Festa Democratica che si terrà al Circolo Way Assauto dal 28 al 30 giugno. Il programma è scaricabile cliccando qui. Vi aspettiamo!

Venerdì 28 giugno, alle 18:20, “Regole e Diritti nella società multiculturale”, con i relatori Khalid CHAOUKI, Livia TURCO, Davide MATTIELLO, deputati PD, con la partecipazione dell’Assessore ai servizi sociali Piero VERCELLI, modererà Michele Miravalle: al centro dei lavori il tema dei diritti degli immigrati e delle categorie sociali sinora rimaste discriminate, nell’ottica del pieno raggiungimento di una società finalmente multiculturale e rispettosa di tutte le sue componenti.

Il dibattito politico riprenderà il mattino successivo, sabato 29 giugno, con l’iniziativa “Asti in progress: sviluppo infrastrutturale guardando all’Europa”, che avrà come relatori il Presidente dell’Autorità del Porto di Genova, Dott. Luigi MERLO, gli Assessori comunali Andrea CERRATO (attività produttive Comune di Asti), Marta PARODI (lavoro Comune di Asti) e Maria BAGNADENTRO (Urbanistica Comune di Asti). Modererà l’incontro Monica CANALIS, responsabile della scuola di formazione del PD Piemonte. Si parlerà delle varie esperienze e dei sistemi europei per il recupero dei territori e per lo sviluppo infrastrutturale, con particolare attenzione alle peculiarità italiane.

Alle 11.30 seguirà un momento dedicato alla cultura e ai diritti, a cura di Riccardo FASSONE. Partecipano l'avvocato Pier Paolo BERARDI, con una digressione sulla difficoltà di attuazione della Costituzione; Lucilla CONTE, che farà una panoramica sulla legislazione delle unioni civili in Europa e sulle prospettive per l'Italia; Barbara TINELLO (Cgil) si soffermerà sulla laicità delle istituzioni verso i nuovi diritti; Fabio ISNARDI, sindaco di Calamandrana, racconterà cosa è cambiato dall'istituzione del registro delle unioni civili; Enrico PANIROSSI, consigliere comunale, illustrerà le proposte del Pd per il Comune di Asti in tema di diritti.

Al pomeriggio nei giardini di corso Pietro Chiesa, pomeriggio dedicato ai bambini e ai ragazzi con campetti da calcio, mini basket e pallavolo, giochi di magia con gli animatori dell’associazione GAM-giocando attorno al mondo, e Nutella party finale.

Nel frattempo, ore 15.30, nel salone conferenze del circolo Way-Assauto si terrà il dibattito “Quale PD? Quale Sinistra? Il nostro viaggio verso ottobre”, occasione di discussione sulla situazione politica del partito democratico a pochi mesi dall’apertura della stagione congressuale, con grandi relatori: On.li Giuditta PINI, Anna Paola CONCIA, Alessandra MORETTI, Corrado MINEO, Enrico MORANDO, Massimo FIORIO e la partecipazione di Francesca FERRARIS, segretario provinciale PD di Asti. Modererà l’incontro Carlo GENTILE , segretario cittadino PD Asti.

Domenica 30 giugno, al mattino, ore 9:30, partirà dal circolo Way-Assauto la Pedalata Democratica, piacevole giro in bici amatoriale per tutte le età lungo un tragitto che si snoderà tra Asti e frazione Valmanera-Viatosto, con ritorno al circolo ed aperitivo finale.

Sempre nella mattinata di domenica 30 giugno, alle 10:30, dibattito curato dai Giovani Democratici “Per un’Europa a misura di cittadino: quali prospettive per le nuove generazioni?” con la partecipazione dell’On. Antonio PANZERI Eurodeputato, membro della Commissione Affari Esteri.

Alle 15:30 seguirà l’incontro “UN ANNO DOPO”: sindaco e giunta si confrontano con i cittadini. Ad un anno esatto dall’inizio del mandato della Giunta Brignolo, il primo cittadino e i suoi assessori si confrontano con i cittadini per parlare di futuro, dei risultati sinora ottenuti e per ascoltare le varie segnalazioni che i cittadini hanno posto all’attenzione dell’Amministrazione comunale riempiendo i moduli di domande ai nostri banchetti di promozione della Festa Democratica. Modererà Sergio MIRAVALLE.

In tutte le sere della festa dalle 20,30 area ristorazione con menù vari a seconda delle serate: venerdì 28 giugno cena siciliana; sabato 29 giugno grigliata di carne; domenica 30 giugno gran fritto misto di pesce. Nell’area Giovani democratici tutte e tre le sere ci sarà la festa della birra. A partire dalle 22 si ballerà latino-americano e liscio con la scuola Salsabor e con Dj Tatoo.

giovedì 30 maggio 2013

FESTADEM 2013 - Official Video

La Festa Democratica del PD di Asti e Provincia



28-29-30 GIUGNO 2013
Circolo Way Assauto
Corso Pietro Chiesa, 20 - Asti

YOU CAN CALL ME PD

"Buona sera, Asti. 
Prima di tutto vi preghiamo di scusarci per questa breve richiesta di attenzione. Come molti di voi anche noi del PD di Asti apprezziamo la discussione politica quotidiana, la sicurezza che ci donano valori ed idee, la tranquillità della ripetizione dell'azione politica tradizionale. Ne godiamo quanto chiunque altro. Ma nello spirito di tali valori ed azioni, affinché gli eventi importanti ma deleteri del nostro recentissimo passato (parlamentare), generalmente associati dai nostri avversari politici alla nostra implosione (se la sognano...), vengano cancellati con una bella iniziativa ricca di dibattiti e divertimento, abbiamo pensato che avremmo potuto dare risalto alla nostra voglia di ripartire più forti che mai sottraendo un po' di tempo alla politica quotidiana, per sederci ad una Festa Democratica e fare due chiacchiere. Alcuni vorrebbero vederci sparire dalla scena politica, altri vorrebbero far credere che non siamo più un partito credibile. Perché? Perché, mentre il facile slogan può sostituire il dialogo, le parole, le idee e le proposte non perderanno mai il loro potere; perché esse sono il mezzo per fare della buona politica, per risolvere i problemi della vita reale. E per fare del dialogo il mezzo di soluzione dei problemi serve avere un partito che discute, elabora contenuti e si confronta con le persone, tutte cose che negli ultimi tempi la politica ha smesso di fare. Com'è accaduto? Di chi è la colpa? Sicuramente ci sono alcuni più responsabili di altri, ma ancora una volta, a dire la verità, a tutti noi tocca guardarsi nel proprio specchio interiore. Durante questa nostra Festa Democratica vogliamo ricordare a tutti che l'equità sociale, la giustizia, i diritti dei più deboli sono più che parole: sono prospettive. Quindi, se vedete ciò che vediamo noi, se la pensate come la pensiamo noi, e se siete alla ricerca di risposte e di proposte ricche di contenuti come lo siamo noi, vi chiediamo di mettervi al nostro fianco e di partecipare numerosi alla FESTA DEMOCRATICA del PD di Asti e Provincia (FESTADEM2013) e insieme offriremo alla nostra città una tre giorni (28-29-30 giugno 2013) che non verrà mai più dimenticata! VI ASPETTIAMO!"

Il PD di Asti e Provincia

giovedì 23 maggio 2013

Tavola Rotonda: il Ruolo delle Fondazioni Bancarie sul Territorio

LUNEDI’ 27 MAGGIO ORE 18.00

Ridotto del Teatro Alfieri
Via al Teatro - Asti

Il Partito Democratico di Asti e provincia promuove e organizza una Tavola Rotonda dal titolo “Il ruolo delle fondazioni bancarie sul territorio” per lunedì 27 maggio alle ore 18.00 presso il Ridotto del Teatro Alfieri ad Asti.

con

Fabrizio PALENZONA, vice presidente Unicredit
Aldo BONOMI, sociologo, direttore Consorzio Aaster
Michele MAGGIORA, presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Asti
Antonio FASSONE, consigliere Fondazione Sviluppo e Crescita CRT
Marco GORIA, presidente Fondazione Goria

Il Sindaco Fabrizio BRIGNOLO porterà i saluti della Città di Asti.

Modera Francesca FERRARIS, Segretaria Provinciale PD.

“Abbiamo voluto creare l’occasione di un dibattito serio sul tema delle fondazioni bancarie e sul fondamentale ruolo che svolgono, oggi più che mai, sul territorio di riferimento. È necessario che gli amministratori e gli attori economici locali condividano strumenti e obiettivi per arrivare a un progetto di sviluppo che guardi al territorio nella sua complessità” afferma Francesca Ferraris “I nostri autorevoli ospiti sapranno offrirci analisi precise e chiavi di lettura importanti, che come PD sapremo tenere in considerazione per i progetti e i percorsi su cui stiamo lavorando”.
“Un appuntamento importante per fare chiarezza su un tema che troppo spesso viene trattato con superficialità” aggiunge Riccardo Fassone.

Tutti sono invitati a partecipare!

mercoledì 22 maggio 2013

Fiorio: “Meno tagli alle province Piemontesi”

“Revisione dei tagli alle province piemontesi: arriva dalla Legge sui pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni una norma che prevede la rimodulazione dei trasferimenti economici dallo Stato alle amministrazioni provinciali”: con queste parole Massimo Fiorio, vice presidente della Commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati, commenta il voto di oggi, mercoledì 14 maggio, di Montecitorio.

“Questo provvedimento intende porre rimedio ad una situazione paradossale che si era venuta a creare a causa della ‘Spending rewiew’ che penalizzava le province con maggiori funzioni delegate. Tale problema era stato subito sollevato con una interpellanza urgente che avevo presentato nelle scorse settimane”. “La riduzione dei trasferimenti alle province – continua Massimo Fiorio – stava creando, in particolare in Piemonte, una situazione di dissesto finanziario degli stessi enti e conseguentemente la corretta erogazione dei servizi ai cittadini ed alle imprese (come trasporto pubblico, formazione professionale, manutenzione di immobili pubblici, tra cui le scuole e le infrastrutture stradali), la regolare remunerazione del personale dipendente, oltre a provocare lo stop a lavori già programmati per la messa in sicurezza di strade ed edifici”.

“La norma approvata – conclude Massimo Fiorio – affronta i temi sollevati dall’interpellanza che chiedeva di assumere provvedimenti urgenti in grado di evitare il dissesto finanziario delle province, valorizzando al tempo stesso le virtuosità e le differenti vocazioni degli enti e rimodulando i tagli economici tenendo conto della iniqua penalizzazione ricaduta su alcune regioni”. La necessità di intervenire in tempi rapidi alla rimodulazione del taglio è stata ribadita dall’ordine del giorno a prima firma Fiorio approvato ieri alla Camera.

venerdì 17 maggio 2013

Lotta all'omofobia, l'impegno del gruppo Pd in Comune


Dal 2007, il 17 maggio di ogni anno si celebra la Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia quale momento di riflessioni e azioni per denunciare e lottare contro ogni violenza fisica, morale o simbolica legata all’orientamento sessuale. Il 17 maggio è stato scelto perché è la ricorrenza della rimozione dell’omosessualità dalla lista delle malattie mentali nella classificazione internazionale delle malattie pubblicata dall’Organizzazione mondiale della sanità avvenuta nel 1990.

E' opportuno quindi ribadire in tale occasione che l’omosessualità e la transessualità non sono malattie da curare, né orientamenti sessuali da modificare: affermare il contrario è una informazione scientificamente ed eticamente priva di fondamento e foriera di un pericoloso sostegno al pregiudizio sociale.

I consiglieri comunali del gruppo Pd ribadiscono la necessità di avviare un percorso di discussione sui temi delle discriminazioni, affinché nella città di Asti si attuino tutte le politiche atte a prevenire il verificarsi di episodi di bullismo omofobico, di gravi aggressioni e omicidi perpetrati in ragione dell’orientamento sessuale o identità di genere delle vittime, come purtroppo avvenuto in alcune città italiane. Occorre promuovere con decisione informazione e formazione alle differenze, al rispetto di sé e degli altri.

Un’iniziativa di cui anche il sindaco Fabrizio Brignolo sostiene la necessità: «L’amministrazione - dichiara il sindaco - si impegna a mettere in atto tutte le iniziative che vadano nel senso di una lotta alla discriminazione. Sono necessarie decisioni in grado di garantire i diritti essenziali alle persone indipendentemente dall'orientamento sessuale, sia a livello nazionale che locale, come già accade in gran parte d'Europa, affinché ognuno possa condurre una vita serena e uguale a tutti gli altri cittadini così come sancito dall'art.3 della nostra Costituzione».

Il Gruppo Pd Consiglio comunale di Asti

venerdì 26 aprile 2013

Fiorio risponde a Pensabene e La Matina

"Ho letto gli interventi di Giovanni Pensabene e Maurizio La Matina riguardo alla mie dichiarazioni circa la rielezione di Giorgio Napolitano a Presidente della Repubblica. Al netto delle ironie e delle provocazioni che capisco, la domanda di fondo che pongono in modo polemico è “perché non hai/avete votato Rodotà’?”. Sono convinto che non sia stato spiegato a sufficienza, mi accorgo che anche quando abbiamo ed ho tentato è apparso difficile da comprendere. Ci riprovo. Dopo la figura indecente su Prodi all’interno del PD si è cercato di verificare laicamente tutte le possibilità. Anche quella di votare Rodotà. Ci si è resi conti che i voti non c’erano.

Se si fosse andati alla conta Cancellieri contro Rodotà il Pd si sarebbe diviso a metà e il risultato sarebbe stata l’elezione della Cancellieri, su cui convergevano Pdl, Lega e Monti. Mi si obietterà “è un disastro che il Pd si divida su queste cose”. Sì, lo è. Ma che la situazione fosse difficile lo si era capito dal voto su Prodi e che, con un segretario dimissionario, non ci fosse tenuta nel nostro gruppo era evidente a tutti. Questa la ragione meno politica; forse Maurizio La Matina continuerà a giudicarla “ipocrita”, io invece continuo a ritenerla basata su dati oggettivi e credo che la politica debba avere a che fare anche con la spiacevolezza del dato oggettivo e numerico. In politica, come in tutte le cose della vita, ci vuole il cuore, la fantasia, il coraggio, ma anche il cervello e la ragione.

Esiste una seconda motivazione però, più politica e per me anche più seria. Il Presidente della Repubblica è il custode e garante della Costituzione. Non deve essere “nostro” né scelto con accordi sottobanco, deve saper garantire il rispetto di quella Costituzione nata dalla Resistenza e dall’antifascismo. Grillo -e spesso anche i suoi parlamentari- in questi giorni e in questi mesi ha ripetutamente contestato, aggredito, offeso quella Costituzione. Lo fa quando auspica la scomparsa dei partiti (art.49), quando rifiuta il confronto, insulta e allontana i giornalisti (art.21), quando contesta il principio della democrazia rappresentativa e su mille altre questioni.

Da parte di Stefano Rodotà mi aspettavo una presa di distanza netta e chiara dalle dichiarazioni fatte dagli esponenti politici e dal movimento che lo candidavano. Non capisco perché una persona delle sue idee e della sua formazione politica, giuridica e culturale, potesse diventare candidato grillino per la massima autorità della Repubblica. Il Movimento 5 Stelle, come è noto, vuole abbattere l’intera architettura costituzionale esistente, considera l’Europa una parola vuota e pericolosa, ritiene che i partiti e tutti quelli che vi aderiscono siano ladri da mandare in galera o a casa “a calci nel culo”.

Chiudo rispondendo a Giovanni Pensabene che sintetizza il mio percorso politico anche in passaggi a me inediti, rassicurandolo che il voto per il Capo dello Stato ha poco a che fare con il mio destino politico e ammettendo la mia mancanza di visione politica probabilmente in suo possesso, non riesco a comprenderne il nesso."

Massimo Fiorio, parlamentare

domenica 21 aprile 2013

"Vendesi ospedali", il Pd dice no

La Giunta Regionale vuole vendere ad un fondo immobiliare gli ospedali, i poliambulatori e tutte le altre strutture sanitarie che vengono utilizzate per erogare servizi. Il fondo sarebbe posseduto per il 60% dalla Regione Piemonte e, per la rimanente parte, da altri investitori. La scelta della Giunta Regionale è palesemente motivata dall'esigenza di fare cassa.
Una volta ceduti gli ospedali, le Aziende Sanitarie Regionali affitterebbero dal fondo immobiliare gli immobili. Quello che oggi potrebbe apparire come positivo per la Regione rischia, invece, di essere nel futuro un ulteriore peso economico per i bilanci delle Aziende Sanitarie Regionali perchè la società di gestione del Fondo erogherebbe anche i servizi di gestione degli ospedali. Peraltro, vendendo gli ospedali la Regione non potrà beneficiare dei contributi statali per ristrutturare gli stessi e in Piemonte la vetustà degli ospedali è molto elevata. Inoltre, occorre ricordare le fallimentari esperienze, in seguito ad operazioni similari, fatte su beni dello Stato in uso presso uffici decentrati del Ministero o altri Enti.
La maggior parte degli ospedali piemontesi sono stati costruiti dalle comunità locali, grazie a contributi dei benefattori e all'impegno di moltissimi cittadini, che ancora oggi raccolgono fondi per migliorare ambienti e attrezzature. L'ospedale è un bene comune e non può essere privatizzato per fare cassa. Contro questo progetto invitiamo i cittadini del Piemonte a firmare la petizione "Sanità bene comune".