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martedì 12 novembre 2013

Carceri, Favi: “Cancellieri apra davvero una linea d’ascolto e di aiuto istituzionale”

“Avevamo chiesto al Ministro Cancellieri di attivare una task-force permanente al DAP dove potessero essere segnalati i casi conclamati di incompatibilità delle condizioni di salute rispetto alla penosa condizione delle carceri e dei servizi sanitari interni. Una help-line dove potessero rivolgersi con certezza di ascolto i familiari delle persone ristrette, i Garanti territoriali dei diritti dei detenuti, le associazioni di volontariato, i rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali.

Il Ministro Cancellieri ha riferito ieri in Parlamento che già esiste da diversi anni una struttura appositamente dedicata. La cosiddetta “Sala situazioni” del DAP, che non è non è quella linea di ascolto e di aiuto istituzionale che possa attivare, correttamente e con imparzialità, le valutazioni sui casi più drammatici che si generano nelle nostre carceri, è nel concreto il terminale di una informazione chiusa all’interno del sistema penitenziario che, al limite, interviene in occasione degli eventi critici, quali tentativi di suicidio, atti di autolesionismo, proteste eclatanti o di sciopero della fame, perpetuando così i meccanismi infernali della detenzione per chi manifesta estremo disagio o chiede attenzione alle istituzioni.

Confermiamo perciò, dopo il chiarimento sul caso Ligresti, la richiesta al Ministro Cancellieri di istituire la task-force e, contestualmente, di limpidezza dei canali di ascolto e di aiuto, almeno nei casi più estremi nel quotidiano dramma delle nostre carceri sovraffollate.
Quanto al fenomeno inaccettabile dei suicidi in carcere, il Ministro Cancellieri valuti l’esperienza introdotta dal 1988 negli Stati Uniti dove si è riusciti ad abbattere le morti dell’80%, istituendo un apposita struttura per la prevenzione dei suicidi attraverso staff di persone incaricate della formazione del personale penitenziario, proposta avanzata recentemente dall’Osservatorio permanente sulle morti in carcere costituto dalle associazioni no-profit del settore”