domenica 24 luglio 2016

Ministro Boschi presenta ad Asti la riforma costituzionale



Ad accogliere il ministro delle Riforme, e fare gli onori di casa, il Sindaco Fabrizio Brignolo e l'assessore PD in consiglio regionale e presidente del comitato Asti per il Sì, Angela Motta.

Ma soprattutto, un gran numero di astigiani ha gremito la splendida sale degli specchi di Palazzo Ottolenghi per ascoltare il ministro Maria Elena Boschi.

L'introduzione è toccata al Sindaco Brignolo che ha ricordato come “per ristrutturare queste sale sono bastati quattro mesi di lavori ma prima ci sono voluti quattro anni di pratiche burocratiche: è per questo che vogliamo sbloccare questa Italia ingessata, votando Sì al referendum".

La consigliera Angela Motta ha ricordato, con orgoglio, come Asti sia stala la provincia piemontese migliore nel raccogliere le firme per il referendum, 2200, ringraziando tutti coloro che si sono spesi per questo traguardo.

Presa la parola, dopo aver ricevuto in regalo un magnum di Barbera d’Asti, da parte del presidente del consorzio Filippo Mobrici, la ministra ha iniziato ad illustrare i punti salienti della riforma, sottolineando come la prima parte della Costituzione non sia stata modificata, mentre la seconda sì per attualizzarla.
"Abbiamo bisogno di un sistema che ci consenta di assumerci le decisioni e di farlo in tempi certi. Qui chiamo in gioco tutto il nostro paese, tutti gli enti costitutivi della Repubblica" ha proseguito il ministro.



Un punto centrale dell'intervento è stato quello rivolto ai cittadini, perchè si sentano partecipi della nuova Costituzione andando a votare per il sì al referendum; sono 30 anni che aspettiamo di superare il bipolarismo paritario. Se oggi avessimo avuto la riforma già in vigore, solo il 5% delle leggi sarebbe passata sia dalla Camera che dal Senato.


5 commenti:

  1. È un grande regalo che riceviamo dal Ministro per le Riforme! Certamente l'impegno di questa giovane donna è la prova dell'importanza del referendum costituzionale. il Si sarà la svolta dell'Italia....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì. La svolta autoritaria.

      Elimina
    2. Sì. La svolta autoritaria.

      Elimina
    3. Credo sia un'opportunità per ridurre il numero dei politici, per togliere i rimborsi ai consiglieri regionali, per avere una data certa di approvazione delle leggi, per essere sicuri che le iniziative popolari siano discuss, per dirimere i contenziosi stato regioni. La consulta, che vigila sulle leggi, viene eletta da camera, senato,presidente della Repubblica, dalla magistratura. Il presidente della Repubblica viene eletto, come minimo, dai 3/5 dei votanti e non più a maggioranza. Viviamo in Europa e ne seguiamo anche le leggi, insomma non vedo rischi di dittatura.

      Elimina
  2. Nessuna svolta autoritaria. Ci sarà invece un maggior coinvolgimento dei cittadini perché le leggi di iniziativa popolare arriveranno rapidamente all'esame del Parlamento. Chi sostiene questo sa benissimo che così non sarà ma ritiene di poter far presa sui cittadini affermando ciò .

    RispondiElimina

Rispettiamo la libertà di opinione, e siamo aperti a critiche e obiezioni. I commenti che contengono insulti, volgarità e pubblicità verranno cancellati.

Ricorda di selezionare un profilo prima di scrivere il tuo commento!