"Pensioni, a luglio arriva la quattordicesima: ecco quanto vale"

Oltre tre milioni di persone riceveranno per la prima volta la quattordicesima

Caporalato, Martina: mai più schiavi nei campi

Diritti dei lavoratori e difesa del reddito degli agricoltori per noi sono parte della stessa battaglia

#SalernoReggioCalabria

Una promessa mantenuta con i cittadini

Il Governo e il PD contro la povertà

Soldi investiti e non parole!

mercoledì 22 febbraio 2017

1 milione di € di investimento in lavori pubblici!

Lavori in Valle Versa: si apre oggi il cantiere per la realizzazione di un collettore fognario e la posa di tubi dell’acquedotto. Il progetto riguarda il tratto della statale da Asti per Casale tra Casa Coppi e Portacomaro Stazione (350 abitanti). Il nuovo servizio riguarderà anche stabilimenti produttivi come Perlino e Fondalpress, in via di espansione(nuovo lavoro prodotto!) e con necessità di allacciarsi alle nuove condotte di acquedotto e fognatura. “Si tratta di un intervento rilevante – spiega Giovanna Beccuti, presidente Asp - Asp investirà 475 mila euro, cui si aggiungeranno i 375 mila della Regione e i 200 mila del Comune. Saranno posati 2.853 metri di condotta fognaria, già dimensionata per un eventuale allacciamento con le utenze di Castell’Alfero, e 1827 metri di tubi dell’acquedotto. Nei 210 giorni di cantiere, la viabilità sarà a senso unico alternato da lunedì a sabato».

sabato 18 febbraio 2017

Un piano contro la povertà

L’assessore alle Politiche Sociali Casa e Famiglia della Regione Piemonte Augusto Ferrari è stato il protagonista dell’incontro introdotto e moderato dalla consigliera Regionale Angela Motta svoltosi nella sala Platone del Comune di Asti con la presenza importante dell’Assessore ai Servizi Sociali Asili Nido Volontariato e Cooperazione internazionale Piero Vercelli e la Rappresentante di Libera prof. Isabella Sorgon . Augusto Ferrari ha illustrato il problema della Povertà Assoluta in modo tecnico e perfetto e, attraverso dati allarmanti, ha fatto entrare l’ascoltatore in un mondo che non può più essere ignorato. Hanno colpito le sue seguenti parole :” Il nostro attuale welfare è stato pensato per mantenere (a chi il lavoro lo aveva) un livello accettabile di vita.. Ora che ci sono nuclei in povertà assoluta con minori colpiti da questo dramma (che non è una malattia) tutto deve essere ripensato. Il governo ha messo a disposizione delle cifre che ci hanno permesso di assegnare a chi lo richieda ed abbia i requisiti degli importi di sussidio pro capite . Ci sono ancora delle criticità . Ora bisogna conseguire 45 di punteggio in base a certi indicatori di bisogni primari per accedere al sussidio ed è stato richiesto dalle Regioni di abbassarlo a 30 ( si è ottenuto poi 25) perché siamo costretti a respingere delle richieste d’aiuto per chi non arriva a quel punteggio limite . Quindi questo significa che c’è tanto lavoro da fare ma si è aperto il dialogo” Ha poi parlato la rappresentante di Libera che ha espresso elogio per la collaborazione fruttuosa e non di facciata con Amministrazione sperando di continuare e ha ringraziato sia il Sindaco Fabrizio Brignolo sia l’assessore Piero Vercelli per il tanto lavoro “vero" fatto. Ella ha anche parlato della Rete dei Numeri Pari www.numeripari.org che si propone di organizzare interventi sociali per contrastare disuguaglianze e povertà. Piero Vercelli ha poi completato con il proprio intervento. Angela Motta ha dato parola, durante il dibattito, a Vittorio Voglino Pierluigi Guerini (UIL) e Sara Vergano.

PD: APPELLO DELLE DONNE ALL'UNITA' DEL PARTITO

PD: APPELLO DELLE DONNE ALL'UNITA' DEL PARTITO "Siamo donne del Pd e assistiamo sgomente al rischio di dispersione di un patrimonio costruito faticosamente in tanti anni di battaglie, di idee condivise, di sacrifici. Il passato ci ha insegnato che le divisioni interne hanno sempre portato allo smarrimento dei nostri valori e a pesanti sconfitte, al contrario, i risultati migliori sono arrivati quando abbiamo trovato la forza di dare vita a grandi aggregazioni in grado di mostrare al paese e agli elettori la nostra forza propositiva per la società italiana. Del resto solo un Partito Democratico unito e forte rappresenta lo spazio per continuare il cammino di battaglie e conquiste della libertà femminile. Ci appelliamo al buon senso e alla responsabilità di tutti, a partire dai leader, per trovare un punto di incontro che vada oltre personalismi e interessi di parte. Chiediamo alle donne e agli uomini del Pd, ai suoi simpatizzanti, al suo popolo di farsi sentire per rilanciare lo spirito costitutivo del Partito Democratico. Il futuro del PD è anche nelle nostre mani. Viva il Partito Democratico, viva l'Italia". E' l'appello lanciato anche con un petizione online (appello delle donne all'unità del PD ) dalle parlamentari Annamaria Parente, Donella Mattesini, Emilia Grazia De Biasi, Marina Sereni, Marialuisa Gnecchi, Stefania Pezzopane, Erica D'Adda, Rosa Maria Di Giorgi, Magda Angela Zanoni, Angelica Saggese, Nicoletta Favero, Annalisa Silvestro, Elena Ferrara, Rosanna Filippin, Silvana Amati, Daniela Valentini, Venera Padua, Pamela Giacoma Giovanna Orrù, Monica Cirinnà, Maria Spilabotte, Valeria Cardinali, Leana Pignedoli, Emma Fattorini, Maria Teresa Bertuzzi, Manuela Granaiola, Albano Donatella, Flavia Nardelli, Mariapia Garavaglia, Chiara Braga, Raffaella Mariani, Susanna Cenni, Maria Coscia, Giovanna Sanna, Anna Rossomando, Antonella Incerti, Sandra Zampa, Teresa Armato, Chiara Gribaudo, Manuela Ghizzoni, Teresa Piccione, Floriana Casellato, Patrizia Maestri, Silvia Costa, Carla Cantone


ASTI Doc tipologia Secco

La commissione tecnica del ministero dell’agricoltura, cui hanno partecipato anche funzionari della Regione Piemonte, ha approvato il disciplinare della nuova Doc Asti tipologia Secco. “E’ un primo importante passo”, commenta Giorgio Ferrero, “la nuova Doc rappresenterà un momento significativo del rilancio dell’Asti. Questo primo risultato è frutto di un lavoro di squadra che ha visto impegnati la Regione Piemonte, le rappresentanze agricole, il Consorzio dell’Asti, i produttori e i trasformatori. Stiamo facendo il possibile per difendere e ampliare gli spazi che l’Asti, ma anche altri importanti vini piemontesi, ha sui mercati internazionali. L’Asti tipologia secco può giocare in questo un ruolo importante”. Per Moreno Soster, il dirigente della Regione che con Elena Piva ha seguito l’intera vicenda, “dopo questo primo sì della commissione tecnica, occorre attendere l’approvazione definitiva da parte del Comitato nazionale vini Dop. Siamo ottimisti che a breve si concluda l’iter e la nuova doc sia operativa”.

L'Osservatorio (tutto ciò che c'è da sapere sulla politica italiana) - Febbraio

L’OSSERVATORIO. Che differenza c’è tra un Beppe Grillo che svillaneggia ed offende sul suo blog, che chiede provocatoriamente ai suoi seguaci sul web (ricordate?) “cosa faresti in macchina con la Presidente della Camera”, accompagnata dalla foto della Boldrini; che differenza c’è, dicevo, tra le parolacce di Grillo ed il recente titolo del quotidiano “Libero” su Virginia Raggi? Probabilmente nessuna, nonostante il capo dei “5 Stelle” additi al pubblico ludibrio Vittorio Feltri, accomunando l’infimo livello espresso dal “sessista” ed infelicissimo titolo a tutta la stampa nazionale! E come non ricordare ancora, sempre ad inizio legislatura, le volgarità nei confronti di alcune deputate del Pd, pronunciate da un onorevole (?) “5 Stelle” (non ricordo il nome) circa il “come e perché” si trovassero lì a Montecitorio a fare le deputate? L’on. Di Maio rammenta tali episodi? E Di Battista? Guardino i loro panni sporchi al riguardo, perché in questo campo “non son certo candide verginelle”! Si comprende chiaramente il loro desiderio di sviare l’interesse dell’opinione pubblica dalla crisi del comune di Roma, ma rimuovere il fatto che molti dei “pentastellati” e di chi li ha votati esprimano la “cultura del “vaffa” non dà loro la patente per condannare certi linguaggi! L’insulto, la volgarità gratuita sono ormai la cifra costante dell’attuale dibattito politico e nascondono spesso un vuoto di idee e di proposte. E’ giusto aver espresso solidarietà “non pelosa” alla sindaca di Roma da parte di tutti, perché un conto è l’essere avversario politico, un conto è il venir meno di ogni dignità di linguaggio e di stile. Che poi Feltri controbbatta affermando che lo stesso titolo era stato utilizzato dal suo quotidiano ai tempi dello “scandalo Ruby” non vuol dir nulla; allora il protagonista era un uomo (Berlusconi) e quel titolo lo toccava, come persona ”fisica”, solo di riflesso; in questo caso è diverso poichè diretto chiaramente alla Raggi, in quanto donna, con tanto di sua foto! Comunque tra qualche giorno questa “buriana” passerà, nel senso che verrà pian piano dimenticata (in Italia si ha spesso la memoria corta), e si tornerà a parlare (si spera) finalmente di politica. Intanto però non si può non notare come l’aspirante Primo Ministro dei “5 Stelle”, l’ineffabile Di Maio, si trovi per l’ennesima volta invischiato in una faccenda dai risvolti opachi. Non è la prima volta: l’estate scorsa con il caso di Quarto (NA), quando la sindaca venne cacciata dal Movimento per il solo sospetto di aver ricevuto voti pilotati. Ma pure Di Maio e Fico sapevano a suo dire di “quel rischio”, senza però dire nulla (e non furono cacciati); poi ancora, nel caso delle firme false a Palermo, di cui pare fosse a conoscenza (anche qui senza dir nulla), ora a Roma, con il suo avallo alla scelta di Marra, attualmente in carcere! In realtà, la questione romana non è tanto “blindare” la Raggi, quanto salvare il “soldato Di Maio”, bravissimo nel polemizzare con gli altri, nel mandare “editti bulgari” contro giornalisti, ma molto evasivo, e pare anche non veritiero, quando parla delle sue opacità! Comincia bene, per aspirare ad essere Primo Ministro! Il congresso Pd. Non si sà ancora al momento se si voterà a giugno (probabilmente no) e quando ci sarà di preciso (sembra ad aprile/maggio) il congresso del PD. Quello che conta è che il nostro partito rifletta seriamente sul suo ruolo e sulla sua natura. Renzi si dimetterà ovviamente da Segretario, anche se appare chiaro che vorrà riproporsi come candidato alla Segreteria e quindi, in caso di vittoria alle prossime “Politiche”, come Capo di Governo, ammenocchè non si cambi la norma dello Statuto. Io credo che si debba uscire dalla logica del “40%”, dal ritenere cioè come patrimonio sicuro in termini di voti quelli di coloro che il 4 dicembre han votato “sì”. Intanto le cose si evolvono, la sfida del populismo si fà più forte; e poi nascono nuovi soggetti politici (il “movimento” di Pisapia per esempio) che vogliono avere peso e rappresentanza a sinistra, senza escludere il PD. Ora la scelta non è indifferente; il governo Renzi, preceduto da quello di Letta, è nato in un momento di “impasse” istituzionale, con 3 forze politiche più o meno alla pari ed incompatibili tra loro. Che bisognava fare? Andare a rivotare, rischiando le sommosse di piazza con i “% Stelle” al 50% per protesta? E’ necessario allora che il quadro politico cambi, che si abbia una maggioranza chiara ed autosufficiente che noi speriamo ovviamente di centro-sinistra (o di sinistra-centro). Ma le domande principali riguardano però la “natura” del Pd e la sua capacità di dare risposte alle al Paese (in tal modo il congresso avrebbe un vero significato), soprattutto riguardo ai temi del lavoro, delle politiche per i giovani , dei servizi, della Scuola, dell’Università, della Sanità, del fisco. Se il 4 dicembre ha mandato un segnale, per il quale Renzi si è dimesso da Primo Ministro, è stato proprio la “distanza del Governo” dalla parte più sofferente del Paese, che paga ancora gli effetti della crisi economica più dura dal Dopoguerra, ma che da noi, complice anche un debito pubblico molto alto, non riesce ad avere quello sblocco che pure in altri Stati europei e non ha avuto. Ma è stato anche (il 4 dicembre) il voto della disillusione di coloro cioè che avevano visto (e lo vedrebbero ancora) il Pd come elemento di rinnovamento. Pensiamo al mondo della Scuola, in cui gli Insegnanti si son visti toccare da riforme anche “buone” nelle intenzioni, ma che hanno creato divisione all’interno del loro Corpo Docente, perché, invece che dalla base, dal rinnovamento cioè dei programmi scolastici, peraltro sollecitati finanche dall’Europa e solo in minima parte da noi realizzati, si è deciso di partire dal “tetto”, vale a dire dalla “governance”, attribuendo maggiori poteri ai Dirigenti Scolastici (i Presidi di una volta), cosa che pure il sondaggio (inascoltato!) proposto ai docenti stessi sulla Buona Scuola, precedente l’estensione della Riforma Giannini, aveva respinto con forza; ma quando in un insegnante permane la solitudine di fronte a classi sempre più intemperanti senza sentirsi, come capita spesso, sostenuto dal Dirigente, preoccupato com’è di non avere troppi problemi con famiglie sempre più aggressive, o fors’anche dal timore che una scuola troppo severa non attragga studenti, mettendo così a rischio la sua conferma (che dipende “aziendalisticamente parlando” dalle iscrizioni), come si può pensare che da quel mondo , che in buona parte ha da sempre guardato a sinistra, arrivi ancora quel consenso politico necessario? Ma non c’è solo la Scuola…La vera domanda è: se Renzi si è dimesso la sera del 4 dicembre, avvertendo l’assenza di sintonia con tanta parte del Paese, come può ripresentarsi (legittimamente peraltro) al congresso e riproporsi ancora come leader, e quindi come Premier in caso di vittoria del Pd, senza un’analisi “a fondo” delle cause della sconfitta? E per analisi approfondita non intendo frasi di circostanza (tipo: “non abbiamo saputo ad un certo punto parlare al Paese” oppure “abbiamo personalizzato il referendum”…), quanto invece una valutazione puntuale e dettagliata di alcune determinate leggi, pensiamo oltre alla scuola al lavoro, pur non dimenticando l’incremento del numero degli occupati, alla tassazione sulla casa (simile a quella di Berlusconi), al “salto” di ogni mediazione politico-sociale.. Ripeto: o nel congresso si parla di questo (ed allora avrà un senso vero e coinvolgente) o altrimenti si trasformerà solo in una “conta” e in un regolamento di “conti”, dalle conseguenze inimmaginabili! La sinistra e l’Europa. L’avvicinarsi in Europa ed in Italia di importanti appuntamenti elettorali (in Francia, Germania e Olanda per il capo del Governo, che per i nostri cugini d’Oltralpe sarà anche presidente della Repubblica, mentre da noi ci sarà la scadenza di diverse amministrazioni locali, semprechè alla fine non si voterà anche per il rinnovo del Parlamento) sta mettendo a nudo le gravi difficoltà del nostro Continente di fronte al montare della protesta populista, tanto più “ringalluzzita” dalla vittoria di Donald Trump alle elezioni americane. Può darsi che la proposta di un’Europa “a due velocità” di Angela Merkel, che toglierebbe quella assai problematica ed impensabile unanimità finora richiesta nelle scelte politiche ed economiche dei 28 Paesi dell’Unione, possa dar nuovo slancio all’idea “fondativa” dell’unità europea, riavvicinando le istituzioni e la politica continentale alla gente, ma può essere anche l’opposto, vale a dire il definitivo tramonto del sogno di una federazioni di Stati con un unico Governo, specie se i movimenti anti-europeisti dovessero ottenere un notevole successo. Può in parte rincuorarci il fatto che per la prima volta dopo circa 20 anni un socialdemocratico (Martin Schulz) sia in testa nei sondaggi rispetto alla Merkel in Germania, mentre nella stessa Francia, se pure si dà per scontata la vittoria al primo turno di Marine Le Pen, al ballottaggio si intravede il possibile successo di Macron, accreditato di un 23% che unito (perché no) all’14% di Hamon si avvarrebbe sulla carta di un robusto 37% di elettorato di sinistra (o di centro sinistra), cui potrebbe sommarsi anche l’11%, o parte di esso, del candidato della sinistra estrema. Ma siamo ancora nel campo delle ipotesi e poi, dopo i non brillanti risultati dei sondaggisti di ogni parte del mondo, è meglio rimanere cauti e sperare. In Italia come detto ancora non si sà quando si andrà a votare, se alla naturale scadenza della legislatura (febbraio 2018) o prima, ma ciò che è chiaro è il prezzo molto alto che pagherebbe in ogni caso il Pd se non si ritrovano la ragioni “profonde” di un’unità, pur nella legittima diversa sensibilità su determinati temi. Perché il rischio è che, in Europa come in Italia, la sinistra perda l’orientamento senza dare risposte alla crisi che è sì economica, ma soprattutto sociale e direi antropologica; ormai nella società “liquida” esiste l’individuo indipendente dalla comunità in cui vive e tutti i problemi vengono vissuti appunto sul proprio parametro personale (per dirla in un modo un po’ semplicistico). La crisi inoltre, che ha fatto arricchire molti ed impoverire tanti altri ancor più, sta generando l’idea “mortale che è proprio la democrazia stessa come sistema a non saper dare più le risposte alla gente; diventa forte così la tentazione del cercare “giustizia” al di fuori dei canoni della strutture democratiche stesse, almeno come le abbiamo conosciute e vissute finora, la tentazione insomma “dell’uomo forte”! Mentre a destra puoi sempre trovare chi dice di “essere d’accordo con le paure e le arrabbiature della gente” ed ottenere consenso “senza fatica” pur senza proporre soluzioni, solo cavalcando emotività e forti mal di pancia” (verso gli immigrati, verso la classe politica nel suo insieme…), a sinistra, dove non si può prescindere dalla solidarietà e dal principio di uguaglianza, questo sarebbe improponibile. E’ un discorso enorme, ma qui si dovrà misurare tutta la capacità di un nuovo ceto dirigente illuminato e consapevole; apparirebbero davvero una “piccola cosa” di fronte a ciò le polemiche forse inevitabili sulle date congressuali, sulla riforma elettorale (sarei per il Mattarellum), sulle possibili alleanze interne al partito o sul come rimanere “a galla” politicamente ad ogni costo. O si recupera una visione strategica del ruolo della sinistra o è meglio chiudere bottega! Gianni Amendola

mercoledì 15 febbraio 2017

ASTI 17 Febbraio: Sostegno all'Inclusione Attiva per sconfiggere la povertà.

Venerdì 17 febbraio l’Assessore Regionale alle politiche sociali, della casa e della famiglia Augusto Ferrari dedicherà l’intera giornata alla città di Asti. Insieme alla Consigliera Angela Motta e all’Assessore ai servizi sociali della città Piero Vercelli, incontrerà le diverse realtà sociali che tutti i giorni si occupano della comunità. Il primo appuntamento, presso il polo universitario di Asti, sarà la conoscenza ed il confronto con i membri del tavolo sulla disabilità istituito dal Comune di Asti. Il fondo regionale dedicato per il 2016 è stato di circa dodici milioni ripartiti tra gli Enti Gestori in modo proporzionale. Insieme ai delegati si discuterà delle azioni da intraprendere in futuro. Nel primo pomeriggio è prevista, invece, una visita presso la casa di riposo “Città di Asti” durante la quale verrà affrontato l’aggiornamento del disegno di legge sulle IPAB: l’obiettivo è puntare a criteri di efficacia ed efficienza nella gestione delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza a seguito delle valutazioni di costi, rendimenti e dei risultati dell’attività svolta. L’incontro sarà anche l’occasione per confrontarsi con dipendenti e ospiti sullo stato della struttura che pare abbia superato le forti tensioni degli ultimi tempi. Successivamente sarà la volta dell'incontro, presso il Circolo Way Assauto, con i rappresentatati dei centri anziani e degli assegnatari degli orti sociali. La realizzazione di questi ultimi riguarda un progetto di sviluppo urbano ed è relativo alla riqualificazione dell’ampia area di via Atleti azzurri astigiani, tramite la creazione di appezzamenti destinati a 48 orti sociali. Si tratta di un programma che, oltre a trarre vantaggio dall’avere un orto, ha l'obiettivo di rivolgere l'attenzione all’utilizzo sociale ed educativo derivante dalla gestione dello stesso, prevedendo, all’interno del perimetro, una sopraelevazione di cm 70 dell’area coltivabile, fruibile da chi sta in carrozzella e per gli alunni che vorranno affinare fin da piccoli “buone pratiche” per mangiare sano. Alle ore 18, in Sala Platone, la giornata si conclude con il convegno dal titolo “Verso un reddito di inclusione sociale: un piano contro la povertà”. Questo momento è dedicato all’analisi degli strumenti di inclusione attiva attualmente praticabili contro il grave fenomeno della povertà, a seguito dell'introduzione da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del Sostegno all'Inclusione Attiva (SIA), misura nazionale che costituisce un primo importante, ma purtroppo non risolutivo, passo per sconfiggere la povertà. L’Assessore Ferrari è da qualche mese impegnato in un tour sulla Provincia di Novara, di recente esteso anche ad altre città della Regione, per confrontarsi con i cittadini e gli amministratori locali circa questa nuova manovra nazionale. Come la Regione Piemonte molte altre Regioni hanno già attivato proprie misure accanto agli interventi nazionali di politiche attive, in una logica di integrazione e multi dimensionalità. Mentre in Parlamento il decreto legge sulla povertà, già approvato in prima lettura alla Camera il 14 luglio 2016, attende l’approvazione del Senato, tutte unitamente hanno presentato a Palazzo Madama un documento, con l’obiettivo di sollecitare l’urgente richiesta di approvazione definitiva del ddl povertà. Una misura di carattere universale per coloro che si trovano in condizioni di esclusione e povertà non può più aspettare. Ufficio comunicazione Assessore Augusto Ferrari Via Bertola n°34, Torino Tel. 0114321031- Cell 3478531942 Email comunicazione.ferrari@regione.piemonte.it

Il PD e il Congresso: VENITE!

Ben ritrovati con l'Enews e scusate il leggero ritardo nell'invio di questa settimana. Parliamo di PD, Sanremo e di professionisti dell'odio da tastiera. Il PD e il congresso: VENITE! Mi capita più volte in queste ore di fermarmi. E domandarmi: ma cosa può apprezzare un cittadino del dibattito di queste ore nel PD? E mi rispondo: nulla, o quasi. Stamattina ne parlavo in stazione con un nostro simpatizzante che mi confermava: A segretà, non ce stamo a capì nulla. Faccio il riassunto delle puntate precedenti. Dicembre 2016: Perso il referendum mi dimetto da Palazzo Chigi e chiedo di anticipare il congresso (previsto altrimenti per il dicembre 2017). Mi viene risposto: NO, sarebbe un errore. Ascolta la minoranza, non forzare: conferenza programmatica e campagna di ascolto. In Assemblea Nazionale molti dei miei amici rumoreggiano dicendo: Matteo, stai sbagliando a non fare il congresso. E io replico: ragazzi, dobbiamo essere responsabili. Gennaio 2017: mentre organizziamo la campagna di ascolto, la nuova segreteria, i questionari e i viaggi in Bus nel Paese ci viene detto che così non si può andare avanti. E che non serve la campagna di ascolto ma occorre un luogo di contendibilità della linea politica. Tradotto: vogliamo le primarie. Mi sembra sbagliato cambiare strada dopo le decisioni dell'assemblea. Ma accettiamo le primarie dicendoci: ragazzi, dobbiamo essere responsabili. Fine Gennaio - Inizio Febbraio 2017: mentre a Rimini è in corso l'assemblea degli amministratori (tante idee, tanti stimoli, tante proposte) da Roma si alza la voce di Massimo d'Alema che in una affollata assemblea dice "O congresso o sarà scissione", seguito - nel richiamo alla scissione - da altri leader della minoranza. Mi domando come sia possibile fare una scissione sulla data di convocazione del congresso e non sulle idee. Ma non è la prima volta che alcuni compagni di partito cercano ogni pretesto per alimentare tensioni interne. E io non voglio dare alcun pretesto, davvero. Voglio togliere ogni alibi. E anche se il grido "congresso o scissione" sembra un ricatto morale, accettiamo di nuovo il congresso dicendoci: ragazzi, dobbiamo essere responsabili. Chiarito che noi "ragazzi, dobbiamo essere responsabili", dobbiamo anche dire che se uno ha idee diverse, ha il dovere di proporle. E in un partito democratico il congresso (con primarie) non è una parolaccia, ma il luogo in cui decidono gli iscritti e i simpatizzanti. Tante volte siamo stati accusati di essere autoreferenziali. Bene, tiriamo fuori le proposte e confrontiamoci con la nostra gente. Vinca il migliore. E chiunque vinca, tutti a dare una mano. Il verbo del congresso e delle primarie non è "Andatevene!" ma "Venite!", portate idee, portate sogni, portate critiche. Venite, partecipate. È inspiegabile far parte di un partito che si chiama democratico e aver paura della democrazia. Quando si è votato per fare il congresso - dopo quattro ore di riunione in direzione con oltre un milione di persone che hanno seguito il dibattito - è finita 107 a 12 per quelli che vogliono fare il congresso. Venite, amici. Dico anche a chi sta fuori dal PD "venite e iscrivetevi" (c'è tempo fino al 28 febbraio). Facciamo presto il confronto interno, anche perché sono tre anni che tutti i giorni discutiamo al nostro interno. E poi riprendiamo a parlare fuori. A fare proposte al Paese. A confrontarci sui problemi reali delle persone. Nel frattempo voglio chiedere un aiuto a tutti gli amici delle Enews. Per prepararci a vivere il congresso non come scontro sulle poltrone, ma come confronto di idee ho bisogno del vostro aiuto: • intanto sui progetti per il futuro dell'Italia. Dal 10 al 12 marzo con gli amici che sosterranno la mozione congressuale ci vedremo a Torino, al LINGOTTO. Nel luogo dove nacque il PD a fare... il tagliando a quell'idea di quasi dieci anni fa. Ma anche a fare le pulci all'azione di governo di questi tre anni per costruire il prossimo programma. Cosa ha funzionato, cosa no. Cosa dobbiamo fare meglio, oggi e domani. Una discussione vera, senza rete. Su ambiente, cultura, scuola, lavoro, università, sanità, infrastrutture, tasse, giustizia e l'elenco potrebbe continuare a lungo. Venite al Lingotto, se potete. Intanto c'è una email per chiedere maggiori informazioni e per raccogliere le vostre proposte: lingotto@matteorenzi.it • Poi sui luoghi da visitare. Sto girando molto per l'Italia e mi capita di ascoltare, vedere, discutere. Modello Scampia, insomma. Mi serve molto e mi aiuta a capire meglio cose che fino a due mesi fa vedevo solo blindato dai cerimoniali. Mi suggerite luoghi da visitare e persone da incontrare? Esperienze che possono essere utili. Vi leggo volentieri: matteo@matteorenzi.it • Infine sulle persone. Vogliamo portare energia e entusiasmo nella vita di questo Paese e nel congresso. Non polemiche astratte ma idee, speranze, sogni. Avete voglia di darmi una mano? Si riparte, ci si rimette in cammino, c'è bisogno di tutti: matteo@matteorenzi.it Fare del congresso e delle primarie un'occasione bella per dire "Mi sta a cuore, m'impegno, ci sono". Non lascio il mio Paese a chi sa solo protestare. Vi va? E allora Venite! Non andatevene, venite! Sanremo So che non è molto attinente e so che qualcuno storcerà il naso. Però voglio scriverlo perché questa Enews è un filo diretto di sentimenti e di emozioni, non solo di notizie politiche. E alla fine dopo due pagine sul congresso penso che sia anche giusto "cambiare aria". Bene! A me Sanremo è piaciuto. Le canzoni, il vincitore, Maria De Filippi (che è una straordinaria professionista), il clima, l'omaggio bellissimo ai soccorritori italiani che sono un orgoglio per questo Paese. Ma visto che si chiude un ciclo di tre anni lasciatemi dire che il trionfo di pubblico di questi tre anni - impressionante - è merito innanzitutto di un grande della tv come Carlo Conti. Ok, sono fiorentini, sono amici, sono tifosi della Viola: mi aspetto tutte le polemiche in aggiunta a quelle che Conti ha già ricevuto in modo peraltro immeritato. Ma chi conosce la storia umana personale di Carlo Conti, la gavetta che ha fatto a cominciare dalla radio o dalle serate nella provincia toscana, i rischi professionali che si è preso, sa che ci troviamo davanti a una persona vera. E adesso che dicendolo non gli faccio più danno (anche se qualcuno scriverà su qualche giornale che voglio ingraziarmelo per farmi cantare al prossimo Zecchino d'Oro ma non ho l'età), voglio rendere testimonianza del valore di una persona che è innanzitutto un uomo e poi un professionista. Odio su Facebook A proposito di amici. Il sindaco di Bari, Antonio De Caro, ha pubblicato questo post su Facebook. A me sembra geniale CHI MI ODIA MI SEGUA. PARLIAMONE COME SI FACEVA UNA VOLTA, GUARDANDOCI NEGLI OCCHI. Avete presente tutte quelle persone che ogni giorno, sotto ogni mio post, passano buona parte del loro tempo a disprezzarmi, maltrattarmi, anche senza motivo, e alle volte anche ad insultarmi? Bene, io queste persone vorrei incontrarle. In fondo mi ci sono quasi affezionato, certe volte sembrano quegli zii un po' acidi che borbottano sempre su tutto. :) Per questo vorrei che, per una volta, mettessero da parte tastiere e social network e parlassero davvero con me. Perché ogni volta che organizziamo un incontro pubblico o un'assemblea cittadina loro non ci sono mai. E invece io vorrei confrontarmi anche con loro. Vorrei che mi dicessero dal vivo, guardandomi in faccia, cosa non gli piace di quello che faccio e cosa pensano si possa fare per migliorare. Quindi chiedo a tutte queste persone, come per esempio Donato Foggetti, ‎Francesco Lippolis‎, Fabio Gargano, Giovanni Storti, Filippo Lamacchia e tutti quelli che vogliono dirmene quattro in faccia, di incontrarci venerdì 17 febbraio alle 18:00 in Comune. Che ne pensate? Una iniziativa analoga l'aveva presa il sindaco di Sarzana Alessio Cavarra (sono bravi questi sindaci. Nel PD che rinnoveremo dovremo coinvolgerli ancora di più). Ma la cosa divertente sarà vedere se i professionisti dell'odio si presenteranno o continueranno a sfogare le proprie frustrazioni sulla tastiera. Chi vuole rivedere il mio intervento in direzione, può cliccare qui. Chi seguirà il lungo intervento potrà finalmente vedere la posizione sull'Europa, sulle banche. E anche sulla durata del Governo, altro argomento che ha appassionato per tante settimane gli addetti ai lavori ma che non mi riguarda. Non decido io. Decide il Premier, i suoi ministri, la sua maggioranza parlamentare. E vediamo se almeno su questo possiamo finalmente smettere di discutere. Pensierino della sera. Oggi è il 15 febbraio. Per gli amici fiorentini otto anni fa iniziava un'avventura che sembrava impossibile. E che ci ha visto camminare, insieme, su sentieri impensabili. Ora è tempo di rimettersi in cammino. Come mi ha scritto stamani il mio amico Gennaro: è tempo di ricucire il futuro. Facciamolo insieme! Un sorriso, Matteo blog.matteorenzi.it matteo@matteorenzi.it

lunedì 13 febbraio 2017

Amministrative, il PD conferma fiducia a Motta. Si valuta anche l’ipotesi coalizione progressista

Asti, 13 febbraio 2017 – Volgono ormai al termine i cinque anni da sindaco di Fabrizio Brignolo. Un’amministrazione, la sua, che ha lavorato intensamente per Asti, tanto da far nascere l’idea di un sito internet che raccoglie l’elenco delle cose fatte: si intitola appunto “Tante cose: Asti 2012-2017” (http://tantecose.fabriziobrignolo.it) e a partire da una mappa interattiva dimostra l’impegno della giunta per la città. Per un’amministrazione che porta a termine il suo mandato, un’altra dovrà essere pronta a raccoglierne l’eredità. La Segreteria provinciale del Partito Democratico si è riunita domenica sera per confermare la propria fiducia alla consigliera regionale Angela Motta, che già da alcune settimane ha offerto la propria disponibilità a candidarsi alla carica di sindaco di Asti. Grazie a una profonda esperienza in ambito amministrativo, maturata tra il Comune e la Regione, la sua autorevolezza è una risorsa preziosa che il Partito Democratico mette a disposizione della città. Il PD astigiano d’altra parte sta valutando con attenzione la prospettiva di una candidatura proveniente dalla società civile: un’ipotesi tanto più concreta quanto più essa sarà capace di aggregare, al di là dei confini del Partito, forze politiche di centro e di sinistra, seguendo il modello che per ben due volte ha visto a Milano l’affermarsi di una coalizione progressista. Anche di questo si parlerà giovedì sera, durante la riunione del Circolo Cittadino. Mentre il dialogo con gli altri partiti e le liste civiche prosegue, la decisione verrà presa a breve dalla prossima Assemblea degli iscritti. La Segreteria Provinciale di Asti del PARTITO DEMOCRATICO

venerdì 3 febbraio 2017

Alluvione: I territori di Asti e Alessandria non sono stati dimenticati. Risarcimento alle aziende agricole

Angela Motta: “I territori di Asti e Alessandria non sono stati dimenticati” “I territori di Asti e Alessandria non sono stati dimenticati. Il 10 gennaio i tecnici del Dipartimento di Protezione Civile effettueranno ulteriori sopralluoghi per una valutazione più attenta dei danni. Il Presidente della Regione Sergio Chiamparino, già nei giorni scorsi, ha richiesto un’integrazione che consenta di inserire nella dichiarazione di stato di emergenza anche le aree escluse dal primo decreto del Consiglio dei Ministri che, nello specifico, prevedeva finanziamenti alle opere pubbliche come ponti, strade, frane che isolavano territori e pertanto considerati di “somma urgenza”. Nel frattempo, la Regione ha stanziato 10 milioni di euro che saranno utilizzati in via prioritaria per coprire i fabbisogni relativi agli interventi di massima urgenza delle zone escluse dal decreto.Anche per quanto riguarda i danni all’agricoltura tutte le procedure necessarie sono state avviate. Questa è la risposta concreta della Regione Piemonte alle richieste dei territori colpiti dal maltempo. Ai Sindaci confermiamo che il programma dei lavori finanziati dalla Regione partirà nel brevissimo tempo”. Risarcimento aziende agricole In seguito al tavolo di crisi, tenutosi presso la Regione lo scorso 20 gennaio su richiesta di Coldiretti, riguardante le problematiche causate dal maltempo che, nel mese di novembre, ha colpito un numero significativo di imprese agricole piemontesi, la Regione sta attuando una serie di procedure, che vanno sulla strada della sburocratizzazione, in risposta alle richieste che la stessa Coldiretti Piemonte aveva sottoposto in sede d’incontro. “Le numerose aziende agricole colpite dall’alluvione, come già abbiamo segnalato all’assessore Ferrero – spiega Delia Revelli presidente di Coldiretti Piemonte – necessitano di intervenire con urgenza per ripristinare i danni subiti alle strutture ed alle colture. Per questo sono di fondamentale importanza le formule di sburocratizzazione che sta attuando la Regione al fine di andare incontro nel più breve tempo possibile alle necessità degli imprenditori. Bene, quindi, le risposte alle nostre richieste con cui vengono date le linee guida, utili alle imprese, per procedere al ripristino dei danni subiti”. In modo particolare: Il titolare dell’azienda agricola danneggiata segnala con nota al Settore territoriale competente la necessità di avviare urgentemente i ripristini allegando una relazione sui lavori da eseguire, una sommaria stima dei costi di ripristino, una documentazione fotografica e, ove pertinenti, le copie delle richieste inoltrate ai diversi Enti Pubblici per ottenere le prescritte autorizzazioni. Nella lettera di accompagnamento di tale documentazione il richiedente si impegna ad utilizzare le norme generali operanti per la tracciabilità dei pagamenti. Il Settore territoriale può, entro 15 giorni dalla richiesta, autorizzare attraverso formale comunicazione l’esecuzione dei lavori. Trascorsi inutilmente i quindici giorni senza che il Settore competente abbia espresso formale parere il richiedente potrà, a proprio rischio, realizzare l'iniziativa senza che ciò precluda, di per sé, l'ammissibilità alle agevolazioni qualora sussistano tutti gli altri requisiti.

Piero Vercelli: “un investimento di prevenzione di situazioni non facili, nella prospettiva di offrire un futuro positivo ai ragazzi”

COOPERATIVE Da metà anni ’80 la città di Asti ha dedicato impegno e risorse alle problematiche giovanili, più segnate da dispersione scolastica, bisogni del nucleo famigliare. Alle più tradizionali forme di intervento sociale, con un’elaborazione andata crescendo in quegli anni, si è affermata la necessità di una presa in carico efficace di ragazzi e adolescenti. Il recente appalto affidato a un “raggruppamento temporaneo di impresa”, fa intravedere più di una novità, con tre imprese sociali, Vedogiovane Asti, La strada e Jokko, molto radicate nell’astigiano e con una storia di tutto rispetto. Nei loro codici originari ci sono forme di volontariato secco, diretto, essenziale, evolutosi con l’esigenza di stabilità e competenza che la forma di impresa ha fatto assumere loro. “E’ un progetto di continuità, svolto anche con educatori della precedente esperienza di lavoro, che si è fatto più ricco per la dote di attività e di opportunità offerte dalle imprese coinvolte”, per l’Assessore alle Politiche sociali Piero Vercelli “è un investimento di prevenzione e di accompagnamento di situazioni non facili, nella prospettiva di offrire un futuro comunque positivo ai ragazzi”. Sono 23 per ora, con età dall’infanzia alla piena adolescenza, coinvolti individualmente o in attività a gruppo. Sei gli educatori/animatori, e un incremento da 82 a 153 ore di cura settimanali impegnate nel progetto. “Numeri importanti, ha delineato Francesca Sacco responsabile del Servizio Minori, che prevedono un accordo di collaborazione con le famiglie, con cui si hanno rapporti consolidati, a tutto vantaggio della fiducia e del lavoro collettivo. “L’educativa” oltre ai laboratori, al recupero scolastico e alle opportunità che verranno offerte potrà integrarsi con i progetti già avviati con Palestra Fidia e Atca. Circa € 300.000 le risorse impiegate sul triennio”. La valenza territoriale del progetto si avvale del radicamento di lavoro delle cooperative individuate in alcune zone della città. Saranno principalmente attività pomeridiane extrascolastiche che utilizzeranno locali del Comune o messi a disposizione dalle scuole, nella zona nord alla scuola Salvo d’Acquisto, nella zona Torretta alla scuola Martiri, nella zona est alla secondaria Jona, e a sud alla primaria Baussano. “È la prima volta che facciamo cose insieme” spiega fiduciosa Viviana Canale di Vedogiovane Asti capofila del raggruppamento di impresa, a cui non sfugge la concretezza del compito. A pochi giorni dall’avvio, “abbiamo visto, incontrandole, famiglie complesse, affaticate ma tutte presenti. Con i ragazzi la parola chiave è “normalità” di fare cose con gli altri e di scoprirsi capaci di farle, attraverso le molte attività che si svolgeranno insieme”. Una quarta cooperativa del sistema Vedogiovane si occuperà dell’attività formativa al personale coinvolto. La collaborazione tra cooperative, esperte di luoghi, volti e storie mette quindi in comune linguaggi e offre nuove possibilità, anche per ovviare alla odierna, cronica carenza di fondi. Per Cinzia Zoccarato della coop La strada che gestisce vari servizi con minori, di accoglienza e di laboratorio (informatico e agro colturale) l’opportunità di avvalersi di servizi non troppo strutturati ben si adatta, per la loro flessibilità alle esigenze che sono sottese a questo progetto”.

ASP guarda al futuro

Biglietto del bus? Si può pagare con un clic. Ma a portata di clic sono anche i tragitti dei bus, le fermate e i tempi di attesa. Succede con le due nuove applicazioni per smartphone presentate da Asp mentre la prima, operativa da ottobre, è AstiParcheggi, l’applicazione per pagare la sosta negli stalli blu già utilizzata da decine di astigiani. Anche le nuove app sono disponibili per iPhone, Android, Windows Phone. Per il futuro, altre app promosse da Asp con il Comune riguarderanno servizio Idrico Integrato e Igiene Urbana. Operativa dal 1° febbraio AstiSmartBus è l’applicazione per cellulare promossa da Asti e Comune per viaggiare in bus e acquistare i titoli di viaggio tramite telefonino. Basterà scaricare la app sul cellulare e scegliere tra biglietto giornaliero (1 euro), multiplo con 10 corse (8 euro), abbonamento mensile A Tutto Bus (13 euro). Il pagamento avviene tramite il circuito di pagamento per cellulare Beemov (realizzato dal Consorzio Movincom), utilizzato sia per AstiSmartBus che per AstiParcheggi. «Un altro passo in un’ottica di miglioramento del servizio - commenta Giovanna Beccuti, presidente Asp – Intanto si registra una buona adesione per l’App AstiParcheggi: oltre mille persone iscritte, con una media di 70-80 utenti al giorno». «Siamo tra i primi in Piemonte a utilizzare un servizio di questo tipo – commenta Paolo Golzio, amministratore delegato di Asp – utile anche per l’utente occasionale, meno abituato a usare il mezzo pubblico». L’obiettivo è lo stesso della app AstiParcheggi: «Avvicinare i cittadini ai servizi dell’azienda – continua Golzio – Asp vuole assicurare all’utenza un servizio sempre più qualificato. La tecnologia ha un ruolo importante sulla nostra flotta, interamente rinnovata: da qualche mese i mezzi sono dotati di videosorveglianza, avvisatori acustici e visivi». Ovviamente anche il biglietto tecnologico dovrà essere validato: non con la tradizionale macchinetta, ma fotografando il codice (QRcode) disponibile sul bus. Tecnologia anche per le verifiche affidate ai controllori Asp. Circuito Moovit Asp è entrata a far parte del circuito Moovit, che vanta l’applicazione per il trasporto pubblico più utilizzata al mondo. Gli astigiani potranno usarla per spostarsi in città: tramite cellulare, potranno conoscere i tragitti più veloci, la linea più comoda, la fermata più vicina, i tempi di attesa per l’arrivo del bus. Al tempo stesso, il circuito consente di costruire uno spostamento tra diverse città usando bus, treni, auto, taxi.