"Pensioni, a luglio arriva la quattordicesima: ecco quanto vale"

Oltre tre milioni di persone riceveranno per la prima volta la quattordicesima

Caporalato, Martina: mai più schiavi nei campi

Diritti dei lavoratori e difesa del reddito degli agricoltori per noi sono parte della stessa battaglia

#SalernoReggioCalabria

Una promessa mantenuta con i cittadini

Il Governo e il PD contro la povertà

Soldi investiti e non parole!

martedì 25 aprile 2017

3378 grazie agli astigiani. Ecco la vera democrazia!

LA DEMOCRAZIA è DAVVERO QUI ! L'esito del voto astigiano è in linea con quello nazionale con la netta vittoria di Matteo Renzi con il 68,24%, Andrea Orlando ottiene il 27,13% e Michele Emiliano il 4,63%. In tutto ad Asti e provincia hanno votato in 3378.

Contributo di 500€ del Comune di Asti per le telecamere private.

Il Comune di Asti mette a disposizione degli astigiani nuovi contributi per l’installazione delle telecamere di videosorveglianza privata. Possono avere il contributo i condomini e i titolari di negozi o botteghe artigiane. “Rispetto allo scorso anno – spiega il sindaco Brignolo - l’ammontare del contributo sale da 400 a 500 euro, poiché nel frattempo sono arrivate sul mercato tecnologie più efficaci e il costo degli impianti è salito da 990 a 1090 euro più Iva”. Questi impianti di ultima generazione sono garantiti e installati da professionisti autorizzati di Confcommercio e CNA che hanno sottoscritto l’apposito protocollo con il Comune con cui si sono impegnati a mantenere un prezzo calmierato. Sono quasi sessanta i contributi già erogati fino a ora dall'amministrazione comunale. “Il vantaggio di tanti nuovi occhi elettronici – precisa il sindaco Brignolo - non è solo dei privati che sorvegliano la loro proprietà ma di tutti i cittadini: in base al bando, infatti, tutti gli impianti finanziati devono avere almeno una telecamera che punta sulla pubblica via e le immagini registrate saranno a disposizione delle forze dell’ordine per qualunque tipo di indagine”. Sono stati numerosi i fatti di cronaca, nei mesi scorsi, in cui le forze di polizia hanno potuto identificare gli autori di gravi reati grazie alle telecamere di videosorveglianza di negozi o condomini, che riprendevano la pubblica via in prossimità degli eventi criminosi. Proprio per agevolare le forze dell’ordine nelle indagini è stato istituito in Comune l’albo delle telecamere private. Polizia, Carabineri e Municipale con un semplice “clic” possono sapere se nelle vicinanze del luogo in cui è avvenuto un crimine sono presenti telecamere. Nessun altro può accedere all’elenco. Nel frattempo prosegue l’installazione da parte del Comune di telecamere di videosorveglianza pubbliche anche nelle frazioni e sugli autobus: “tra le telecamere pubbliche e quelle private, installate anche grazie al contributo economico del Comune, vogliamo diventare la città più videosorvegliata d’Italia” conclude Brignolo.

sabato 22 aprile 2017

Chi è il vero candidato Sindaco del centro destra?

La critica rivolta da Maurizio Rasero alla candidata Sindaco Angela Motta per aver incontrato il presidente della Regione Chiamparino e Piero Fassino è un tentativo di sviare l’attenzione dal vero problema che ormai hanno compreso tutti i cittadini astigiani: Rasero non è un candidato sindaco autonomo, ma è in mano ai grandi vecchi della politica astigiana e nazionale. Il candidato del centro destra non ha saputo proporre neppure una iniziativa pubblica per presentare un progetto per la città, ma ha omaggiato i leader politici nazionali: nello stesso giorno ha indossato la maglia verde per riverire Salvini, salvo doversi cambiare in fretta e furia per indossare la “camicia nera” all’arrivo di La Russa. In città non appare la sua campagna elettorale ma quella della lista Galvagno. Cartelloni, striscioni, intere pagine a pagamento sui giornali fanno sorgere il dubbio che chi governerà davvero la città non sarà certamente Rasero ma chi oggi sta spendendo un vero capitale in propaganda elettorale. Il vero slogan è "con Galvagno, solite basi per la giunta Rasero" che ben lascia intendere con chiarezza chi sarà il vero detentore delle leve del potere. Evidentemente il vecchio sindaco già sconfitto solo cinque anni fa vuole tornare a manovrare a Palazzo Civico, insieme ad un altro nome che viene del passato: Mariangela Cotto, anch’essa molto impegnata a sostenere dietro le quinte il candidato Rasero. Insomma, altro che tutor… Segreteria PD, Asti e Provincia

Inizia la corsa di Angela verso il Comune! Chiamparino è con NOI!

La sala è affollata e molti restano in piedi. Angela Motta, rosso vestita, nonostante la lunga esperienza in politica è visibilmente emozionata: «Sono fatta così, è il mio difetto: non nascondo quello che provo». Per l’apertura ufficiale della sua campagna elettorale, in sala Pastrone ci sono soprattutto volti di militanti e amici di lungo corso e poi, certo, anche gli assessori Pd della giunta uscente (oltre al Moderato Andrea Cerrato), il sindaco Brignolo (che si merita il primo ringraziamento da parte di Motta «per il grande lavoro fatto»), l’assessore regionale Ferrero. Tra gli altri la presidente degli industriali Paola Malabaila e l’imprenditore Lorenzo Ercole. Sala senza addobbi di partito, la tecnologia crea qualche intoppo (un filmato fa fatica a partire) ma la candidata di Pd, Moderati e lista Territorio è Cultura, presentata da Pierottavio Daniele, parte decisa. «Metto a disposizione della città le mie competenze e l’esperienza maturate durante tre legislature in Regione». Va al sodo e anticipa «due progetti concreti, che si possono realizzare». Il primo va sotto il titolo di Smartcity, un modo per rendere più semplice, grazie alle nuove tecnologie, la vita del cittadino che ha a che fare con Comune, Asp e Asl. L’altra è il progetto Vino e cultura, già avviato dalla giunta Brignolo e che ha i fondi della Regione. «Un progetto per far crescere Asti attraverso i suoi musei, la cultura, iniziative nuove come l’Arca della musica, e poi il mondo del vino, la vera eccellenza di questo territorio». Con un grande sogno: «Far diventare Asti la capitale del vino: le premesse ci sono tutte». Chiude rivolgendosi alla platea: «Voi fatemi arrivare al ballottaggio e vi garantisco che vinceremo queste elezioni». Le si affianca Chiamparino: «E’ la candidata giusta perché conosco l’attaccamento al suo territorio e con lei ho lavorato in questi anni. E Asti non è solo nel cuore del Piemonte, come dice Angela, è anche un po’ nel mio cuore».

L'Osservatorio (tutto ciò che c'è da sapere sulla politica italiana) - Aprile

L’OSSERVATORIO, di Gianni Amendola. I “5 Stelle” e la politica dopo Ivrea. C’è ultimamente una maggiore attenzione attorno al mondo dei “5 Stelle”, sia per le questioni politica estera (con la crisi siriana in corso), sia per il recente meeting di Ivrea, città dell’ (ex) Olivetti presso cui lavorava Gianroberto Casaleggio, ad un anno dalla sua scomparsa, evento che il “Grande Costituzionalista” Di Maio ha definito “epocale” (e guai a considerarlo una sorta di “Leopolda del Movimento”, altrimenti arriverà una querela da parte dell’altro “Grande Costituzionalista” Di Battista). Peraltro non si sa ancora se il leader rimarrà Beppe Grillo o se il testimone passerà a Davide Casaleggio, il quale, in tv da Lilli Gruber, si è al riguardo defilato, in quanto lui si occupa dell’organizzazione della “rete”, lasciando ad altri la politica (!). Certo è che l’abito finora indossato dai Pentastellati cambierà: meno “vaffa”, più “cultura di governo, sempre nell’ambito di un’alternativa al presente. Quel che è chiaro, al di là degli slogan, è che il Movimento rimane davvero un’incognita proprio per l’indefinitività delle sue posizioni sull’Europa, sull’Euro, sull’accoglienza degli immigrati, oltre che su fisco e politica economica; coltiveranno per esempio ancora il sogno della “decrescita felice” (la spiegheranno bene a chi li vota? O non lo fanno perché altrimenti non li voterebbero più?) o saranno per uno spiccato riformismo sociale? E visto che parlano di riduzione delle pensioni d’oro e/o di altri benefit ad appannaggio dei politici per finanziare il “reddito di cittadinanza”, quale l’idea di fisco vogliono proporre (se ne hanno una), dato che il loro fondatore e tuttora capo è stato (è) un evasore? Nel frattempo, dalla rete (stanno costruendo il loro programma di governo coi cittadini), sono arrivate diverse indicazioni circa l’abolizione di alcuni trattati internazionali (immagino siano state tutte persone consapevoli di cosa stessero discutendo), quali TTIP e CETA, ma la sintesi dei singoli punti proposti ai “votanti on line” sembra al riguardo ricorrere ancora a frasi ad effetto, tipo “dire no ad ogni trattato che metta a rischio i diritti dei lavoratori, i diritti sociali, la preservazione dell’ambiente”; cose senz’altro condivisibili in linea di principio, chiedendoci però se questioni così complesse, su cui gli stessi economisti si dividono, possano essere risolte con un semplice click e sugli stati d’animo. Anche Romano Prodi aveva espresso a suo tempo perplessità sui trattati in questione, ma ribadendo che i risultati si vedrebbero comunque negli anni, ha auspicato la necessità al riguardo di un’Europa unita, coesa in grado di formulare "accordi alti" con USA, Russia e Canada, coinvolgendo i Paesi emergenti (Brasile, India, Cina…), in modo da evitare fratture economiche sempre più marcate; un’Europa quindi “forte”, non chiusa nei propri egoismi, cose di cui i “5 Stelle” sembrano non parlare. Il punto centrale della loro politica “estera” rimane il rapporto privilegiato soprattutto con Putin, poi con Trump, la cui elezione a sorpresa fu definita da Grillo un “Vaffa di dimensioni planetarie” contro tutti gli establishment mondiali. Però proprio il recente attacco aereo americano alle basi siriane, da cui sarebbero partiti gli aerei che hanno sganciato le bombe chimiche, ha rovesciato il tavolo della loro (dei “5 Stelle”) politica, anche, ma non solo, per il rischio che un’eventuale escalation potrà produrre attriti ulteriori tra USA e Russia. Con chi si schiereranno? E perché non si fanno sin d’ora promotori di un’inchiesta a guida ONU che faccia luce su chi effettivamente ha bombardato usando armi chimiche e su chi ha autorizzato l’azione stessa? O non hanno ancora peso politico per proporlo? O soprattutto perchè temono di finire in un imbuto da cui potranno uscire solo con molti imbarazzi? Ma poi questa “simpatia” verso i due leader non nasce forse dall’essere entrambi fortemente “anti-europei”? Questo è uno dei nodi della politica estera grillina, che non si risolve con lo slogan accattivante ma vuoto “no all’Europa delle banche”, ma con una visione di ampio respiro che presupporrebbe l’idea di una federazione di stati, con un’ unica e condivisa visione economica e una “Difesa” comune, guardacaso proprio ciò che i vari populisti non vogliono. Dire, come dicono nelle loro proposte, che “ogni popolo ha diritto alla sua autodeterminazione”, principio giusto in generale, non vuol dire rinunciare a fare dell’Europa una federazione, perché gli Stati dovrebbero capire, “scegliendolo liberamente”, che solo quella è la strada, non il “sovranismo” che porta inevitabilmente a “difendersi” dal vicino, alzando muri, non solo di mattoni. Si vuol tornare alle guerre economiche? Il caso Genova. Ne vedremo delle belle se questa storia della Cassimatis, riconosciuta dal Giudice legittima vincitrice dalle “comunarie” di Genova, non troverà una soluzione tra le parti. Ma Grillo ed il Direttorio hanno già detto che lei non sarà la loro candidata; pesa notevolmente gli “I like” a suo tempo a favore di Pizzarotti, a sua volta inviso a Grillo (e di conseguenza a quelli del Direttorio che se esprimessero una posizione un pochino diversa da quella del loro capo supremo dovrebbero uscire dal Movimento.. Addio a tante belle carriere politiche!). Il tema della democrazia interna rimane un punto dolente per i 5 Stelle, i quali come nella politica estera, amano queste figure di leader assoluti, quasi dittatoriali, quelli che di cui ti “devi” fidare ciecamente (quanti grillini ripetono “se l’ha detto Beppe allora sarà vero”? O no?). Anche la dimensione “orizzontale” del Movimento viene ad essere messa sotto scacco dalla volontà suprema (come a Genova, come prima a Parma, come a Bologna…) del padrone assoluto. Del resto , raccogliendo un elettorato assai variegato proveniente da destra e da sinistra, Beppe Grillo rappresenta la sintesi indiscussa che non tollera eccezioni né dubbi. Ma questi dovranno governare il Paese? Il caso Consip. Credo che chiunque militi nel Pd, a qualsiasi “mozione” appartenga, non possa che essere contento di come si stia diradando la pesante nebbia che gravava sul padre di Matteo Renzi, alla luce delle notizie pubblicate; il partito infatti ne sarebbe uscito comunque “bastonato”, a prescindere tra renziani e non renziani. Lasciamo ovviamente che l’inchiesta vada avanti, in quanto resterà da sapere tra l’altro chi ha ordinato la falsificazione delle prove, sperando che non si riapra in Italia, come già in altre epoche, una stagione di veleni con coinvolti apparati dello Stato. Liberare le “primarie” del 30 aprile dal peso di queste accuse permetterà, spero, un confronto sicuramente aspro, ma leale, non giocato su allusioni di questo tipo, in modo da far prevalere nei votanti (che speriamo siano almeno tanti) una valutazione puramente “politica” che riguarderà il destino prossimo futuro del nostro partito. Gianni Amendola

giovedì 6 aprile 2017

Sicurezza e memoria corta.

"Di solito non guardo al passato e non rispondo alle polemiche, ma non posso accettare lezioni sulla sicurezza da Galvagno, il sindaco che ha voluto il campo rom di via Guerra ad Asti nel 1991". A dichiararlo con durezza è il sindaco Brignolo replica con durezza alle dichiarazioni del movimento Galvagno sul tema della microcriminalità. "Quando mi sono insediato cinque anni fa, dopo l'amministrazione Galvagno, ho trovato un impianto di videosorveglianza fatiscente, con telecamere risalenti ai primi anni '90, che registravano su videocassette UHF che nessuno più nelle nostre case usa da anni" dichiara Brignolo, che aggiunge: "stiamo faticosamente (perché i costi sono alti e i soldi pochi) installando 120 nuove telecamere in città, le abbiamo messe anche sui pullman e per la prima volta le stiamo collocando nelle frazioni, che il centro destra aveva dimenticato totalmente". Il primo cittadino in carica aggiunge che "il centro destra di Galvagno, Lega e Fratelli d'Italia, aveva anche lasciato proliferare a dismisura il campo rom abusivo della Boana, principale fonte della microcriminalità cittadina". "Solo noi del centro sinistra abbiamo avuto la forza e il coraggio di sgomberarlo: la prima demolizione di un campo nomadi nella storia della Città" aggiunge Brignolo. La maggior parte dei nomadi presenti nel campo di corso Savona, demolito dal comune, ha lasciato Asti, ma due famiglie (senza più il campo) si sono sistemate su dei camper e infastidiscono gli astigiani, soprattutto in campo del Palio. "Li stiamo contrastando - dichiara ancora Brignolo - e spero che prima o poi si stufino dei continui controlli della Polizia Municipale, che ha già sequestrato decine di mezzi, ma è bene che i cittadini sappiano che anche questo problema è il frutto avvelenato della vecchia politica inerte del centro destra astigiano, che ora vuole tornare alla guida della città". Sulla polizia municipale il sindaco Brignolo spiega "il centro destra non ha mai fatto i concorsi per assumere nuovi agenti e così abbiamo subito le conseguenze nefaste del blocco del turnover: l'ultimo concorso l'ho voluto io quando ero assessore della giunta Voglino nel 2006 e ora ne stiamo finalmente bandendo uno nuovo, come richiesto dalla consigliera Motta, ma con il centro destra di Galvagno non si era fatto nulla". Brignolo ricorda infine che è di questi giorni la delibera dell'acquisto di un nuovo mezzo per la Polizia Municipale. Nei mesi scorsi, inoltre, sono stati dati al corpo due vicecomandanti, è stato riconosciuto un incentivo economico a tutti gli agenti, con il fondo di presidenza integrativa ed è stata vinta a livello nazionale la battaglia per il riconoscimento dell'equo indennizzo per causa di servizio.

3 milioni e mezzo di euro per le nostre scuole: Fatti e non parole!

“La Regione Piemonte – ha annunciato il Consigliere regionale Angela Motta - ha messo a bilancio 3 milioni e mezzo di euro per l’ampliamento dell’Istituto Monti: di questi 1 milione e 900 mila euro nel 2017 e 1 milione e 600 mila euro nel 2018. A questo punto credo sia fondamentale che si sottoscriva al più presto il rinnovo dell’accordo di programma tra Regione e Provincia in modo tale da rendere possibile l’inizio dei lavori. Necessario sarà poi anche un confronto tra i tre Enti, Regione, Provincia e Comune, al fine discutere e superare eventuali ostacoli venutisi a creare negli anni, come un riconteggio dei costi del progetto di ampliamento e la costruzione della palestra. In particolare – ha aggiunto Angela Motta – i tre Enti si dovranno chiarire in merito alla localizzazione della palestra, su cui sono emerse posizioni differenti. Sono convinta che un confronto serio e sereno tra gli Enti possa superare le divergenze e portare ad una soluzione condivisa nell’interesse esclusivo di studenti, insegnanti e della Città. Dopo un iter lungo anni, i finanziamenti ora messi a bilancio dalla Regione consentiranno di rinnovare l’accordo di programma, riprendendo il progetto di ristrutturazione e ampliamento dell’edificio”.

Telecamere WI-FI per la sicurezza delle frazioni

Sono iniziati i lavori per la posa degli apparati WI-FI e delle telecamere di videosorveglianza nelle frazioni. “I primi interventi -annunciano il sindaco Brignolo e il vice Arri- sono stati effettuati a Valmanera e Viatosto e nei prossimi giorni si procederà con Mombarone, Serravalle, Cinaglio, Valleandona, Sessant, Quarto Inferiore, Montemarzo, etc.”. Ovviamente gli apparati non sono ancora funzionanti e il servizio sarà attivato in tutta la rete frazionale ai primi di maggio. Si aggiungono Castiglione e Valleandona La buona notizia è che rispetto al progetto iniziale si sono aggiunte due frazioni, Castiglione e Valleandona, che in un primo tempo non si erano riuscite a inserire per difficoltà tecniche che sono state risolte. Sicurezza e collegamenti per le frazioni “Questo progetto collega le nostre frazioni alla rete con la possibilità di connettersi a internet con il WI-FI e aumenta la sicurezza, perché per la prima volta nella storia della Città vengono installate telecamere di video sorveglianza pubbliche fuori dal centro urbano” dichiarano Brignolo e Arri. Il collegamento a internet sarà garantito gratuitamente per due ore al giorno anche non continuative. Chi vorrà un servizio maggiore potrà ottenerlo a pagamento. Frazioni a misura d’uomo Questo intervento si aggiunge ai circa due milioni e mezzo di lavori (regimazione acque, asfaltature, nuovi parcheggi) che sono in fase di completamento nelle frazioni della Città.