domenica 21 maggio 2017

L'Osservatorio - Maggio, seconda puntata

L’OSSERVATORIO, di Gianni Amendola L’informazione e le prossime amministrative. Credo proprio abbia ragione Saviano quando nel commentare, come in questi giorni su La Repubblica, le polemiche circa ONG e scafisti, afferma che l’importante, per chi vuole cavalcare a fini elettorali questo problema, è che la gente arrivi a percepire che i migranti aumentano perché esiste un accordo, una “mafia” tra ONG e i mercanti di uomini e scafisti. Non interessa la verità dei fatti, ma il “dubbio”, sufficiente però ad alimentare la fiamma del sospetto che trasforma tutto in automatica verità. Anche le parole del Procuratore di Trapani al riguardo pronunciate dinanzi alla competente Commissione parlamentare contribuiscono, sicuramente al di là delle intenzioni , a creare questo equivoco, quando ha dichiarato (pare) che “alcune navi di ONG hanno soccorso in mare migranti senza l’ok della Guardia Costiera, ma poiché hanno salvato le loro vite non si può più parlare di reato”. Ovviamente i Di Maio, i Di Battista”, i Salvini, le Meloni cosa volete che capiscano? Che le ONG “ci marciano” e sono perciò la causa dell’afflusso di profughi sulle nostre coste. Questo corto circuito informativo è micidiale, perché semplifica a fini di parte un problema che invece sta soprattutto nelle cancellerie europee e nella carenza dell’azione comune degli stessi stati; con le amministrative” alle porte c’è però da fregarsi le mani! Le parole della Serracchiani. La bufera scatenata dalle parole della Governatrice del Friuli, a proposito del tentativo di stupro di un profugo nei confronti di una ragazza alla stazione di Trieste, è purtroppo frutto di questa esasperazione “pro o contro i migranti” di cui si parla. Personalmente ritengo che quelle affermazioni (da quel che ho letto e sentito) vadano circostanziate e non amplificate; la Serracchiani ha espresso un’idea per la quale un’azione ignobile come il tentativo di stupro addolora di più se a compierla è una persona accolta nel nostro territorio, che invece di mostrare gratitudine e rispetto per coloro che ti ospitano e ti considerano un fratello, si macchia di un comportamento arrogante e criminale. Detta così, non mi pare vi siano altri reconditi significati, certamente non credo abbia voluto sostenere che se lo stupro venisse commesso da un italiano sarebbe meno grave! Eppure, su quelle parole si è scatenata la bagarre politica (sempre perché siamo vicini alle amministrative e bisogna cavalcare qualsiasi polemica a proprio favore!), qualcuno (lo stesso Saviano in testa, peccato!) ha già parlato di Serracchiani candidata con la Lega! Diciamo che forse, in un clima del genere, sarebbe opportuno evitare simili accostamenti perché si finisce per essere fraintesi. Il Friuli Venezia Giulia peraltro è una regione che nel Programma Immigrazione, delibera n. 396 dell’11/3/2016, si è impegnata per garantire agli immigrati istruzione ed educazione, inserimento abitativo, assistenza sanitaria, servizi territoriali, protezione internazionale…, per cui come si può attribuire alle parole della Serracchiani un significato ostile ai richiedenti asilo? Ma ciò che è veramente indecente è il coro che levatosi contro la governatrice, soprattutto (udite udite!) da parte di coloro che i migranti li vedono quasi come fumo negli occhi. Sentire infatti esponenti di Forza Italia (ma esiste ancora?) e dei “5 Stelle” tacciare di razzismo la Serracchiani, quando le loro pubbliche dichiarazioni al riguardo sono sempre state di tutt’altro tenore nei confronti dell’accoglienza dei migranti, fà veramente indignare. E’ qui che si misura il basso livello, direi proprio l’indecenza, cui scende la nostra politica quando sono in gioco meri scopi elettorali! Anche in questi casi si misura la moralità delle persone, al di là dei proclami, cari grillini! Ancora sui vaccini. Sulla querelle tra “obbligatorietà dei vaccini ed obbligo scolastico” credo occorra porre il punto definitivo, perché, come pure sottolineato da diversi giuristi, la garanzia della salute pubblica può essere in certi casi prevalente rispetto ad altri valori garantiti; la Costituzione chiede che vi siano leggi che rendano necessaria l’obbligatorietà della pratica vaccinale e questo sembra si stia facendo. La domanda da porre soprattutto ai grillini è la seguente: chi decide dell’utilità di un vaccino e della sua facoltatività od obbligatorietà? La comunità scientifica o la politica? Perché se è la “Medicina” a decidere (chi se no?) che c’entra la politica? In altri termini, chi può al di fuori della professione medica stabilire al riguardo ciò che è giusto e ciò che eventualmente non lo è? La politica deve garantire il bene pubblico sulla base delle conoscenze scientifiche che si evolvono continuamente. Di Maio ha dichiarato che a breve uscirà la posizione ufficiale del “Movimento” (vale a dire lui, Di Battista, Toninelli, Morra, Fico, forse la Lombardi, la Taverna, Grillo e Davide Casaleggio e chissà…forse anche la Raggi…tutta la “casta partitica” interna insomma) circa il problema dei vaccini. Torno a dire: chi è che decide sulla loro utilità? Perché è facile prevedere che verranno usati i soliti argomenti degli interessi della case farmaceutiche o che verranno riportate esperienze di persone con danni seguiti a loro dire alla pratica vaccinale…Mi sembra di essere tornati ai tempi del “caso Di Bella”, gonfiato ad arte per esclusivi motivi di bassa politica, utilizzando cioè un tema sentitissimo, come la cura delle neoplasie, per far cadere il governo, all’epoca quello di Prodi. Quel “metodo” non aveva adeguati riscontri scientifici, si basava sull’uso di sostanze comunque note alla “medicina ufficiale”; ad ogni modo, proprio per venire incontro alle pressioni mediatiche, si decise di provarne l’efficacia nel confronto con le terapie “protocollate”. Ma ciò che risultava indigesto era il dilettantismo di tanti politici (del centro-destra) nel parlare di “libertà di cura” (!!!), quasi che in Medicina si possa scegliere come dal salumiere, se si preferisce un San Daniele o un Parma. Come avrebbe potuto (e come potrebbe) un malato oncologico “scegliere” quale terapia utilizzare? Sulla base di quali conoscenze? E’ chiaro che è il medico specialista che indirizza verso il trattamento che ritiene più idoneo…Ma poiché all’epoca c’era il governo Prodi, con la Bindi ministra della Sanità, invisa a molti peraltro, la “cura Di Bella” doveva rappresentare il cavallo di Troia del ribaltamento della maggioranza governativa, sull’onda di un crescente moto popolare proprio attorno ad un problema di netta natura scientifica!! Oggi sembra di nuovo come allora: tramite il web stavolta aizzare un moto dal basso contro i vaccini, portatori di oscuri interessi delle multinazionali farmaceutiche, e quindi contro il governo che li sta imponendo. Rimane sempre sullo sfondo, ma non tanto, l’idea, per i grillini, che vi sia del marcio ovunque, per cui anche la tutela della salute potrebbe andare magari in “secondo piano” se ciò potesse assestare un colpo definitivo ai loschi interessi che senz’altro girano in ambito sanitario! E il web non è altro che la “voce” dell’indignazione popolare al riguardo! Poi se si riaffacceranno in Italia malattie che crediamo debellate, quali la difterite, di cui sono segnalati casi in Russia, sapremo di chi sarà stata la responsabilità. Gianni Amendola

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