mercoledì 31 maggio 2017

L'Osservatorio numero speciale - Maggio

L’OSSERVATORIO (numero speciale) di Gianni Amendola I nuovi francescani. Ha avuto proprio ragione mons. Parolin, Segretario di Stato vaticano, nel richiamare Beppe Grillo per quanto da lui pronunciato nel corso della marcia del Movimento Perugia-Assisi: ”Siamo noi i nuovi francescani” e quindi sull’uso strumentale di quell’aggettivo che per la Chiesa (e per il mondo in generale) ha ben altro significato. Certo è che una frase del genere, in bocca ad un noto evasore fiscale, prima che sorridere fà indignare, perché conviene ribadire, cosa nota a tanti, che il Capo Supremo dei “5 Stelle” venne condonato nel 2005 (governo Berlusconi) proprio per il suddetto reato. Ora è vero che il condono estingue la pena, ma resta, come ho già sottolineato in precedenti numeri de “L’Osservatorio”, la macchia morale di aver derubato lo Stato, quindi “i cittadini”, evadendo le tasse. Perché Grillo non ha “spontaneamente” restituito quanto da lui trattenuto? Questo avverbio i Pentastellati lo usano sempre nel richiamare un personaggio pubblico in odore di malaffare, il quale dovrebbe dimettersi dalla carica che occupa ancor prima di un eventuale avviso di garanzia, “spontaneamente” appunto. Ora, perché non lo dicono con Grillo? La risposta è semplicissima: in un partito che ha dinamiche di consenso interno tipiche di una setta, dove chi comanda “per definizione” ha sempre ragione, come si può pensare di accusare nemmeno velatamente il Capo Supremo? Per Di Maio, Di Battista, la Raggi, i Fico e compagnia ”twittante” una cosa del genere sarebbe blasfema e comporterebbe l’addio a promettenti ed attraenti carriere politiche (che farebbe Di Maio se uscisse dalla politica?)! Volete davvero che facciano “i duri e puri” proprio con Grillo? Solo con gli altri ovviamente, magari mettendo su campagne mediatiche di cui effettivamente sono maestri. Poi magari Grillo, sempre come ho già detto altre volte, avrà restituito il tutto, senza clamori, con umiltà per non farsi pubblicità, ed allora tutto questo discorso viene a cadere, accompagnato da scuse sincere; ma allora perché i suoi adoratori non si fanno fotografare con la copia del maxi assegno da lui versato allo Stato, come amano fare in occasione del loro “Restitution Day”? Altra considerazione: il luogo scelto, vale a dire il percorso tra Perugia ed Assisi, due luoghi simbolo di ben altre “marce” e di ben altri “significati”, utilizzato per esclusivi fini elettoralistici, per propagandare il loro “reddito di cittadinanza”.. E si deve fare per questo una marcia Perugia-Assisi? E’ evidente che dopo la ramazzate di Roma sommersa dai rifiuti, compiute dai militanti Pd in maglietta gialla, un vero e proprio schiaffo alla sindaca Raggi ed al Movimento, serviva un evento che “mediaticamente” bilanciasse quella iniziativa. Niente di meglio allora che uno scenario carico di luoghi e significati come Assisi; ma cosa direbbero i “5 Stelle se il Pd o il Governo organizzasse un’ analoga marcia per la riforma della P.A. o per la legge elettorale! Proprio una bella cantonata mediatica avete preso, cari Grillo e Casaleggio! Da questa iniziativa promana tutto la vostra inadeguatezza, il vostro relegare la politica a show e slogan accattivanti, ma continuate a latitare su ben altre questioni che qualificano sia una Politica degna di questo nome sia uno Stato che da voi dovrebbe, secondo i vostri desideri, essere guidato!! Gianni Amendola N.B.: Altri numeri precedenti de L’Osservatorio si possono trovare sul blog del Pd Asti.

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