giovedì 31 agosto 2017

Osservatorio Dibba Agosto 2017

L’OSSERVATORIO. L’impagabile “Dibba”, futuro ministro degli Esteri dei “5 Stelle”!! Nel suo tour in Sicilia in vista delle locali “Regionali”, insieme al vice-Presidente della Camera Di Maio, designato già da tempo alla Presidenza del Consiglio per le prossime elezioni Politiche del 2018, ancor prima quindi delle solite primarie –farsa on line, l’ineffabile Alessandro Di Battista, volendo cavalcare a fini elettorali il “caso Regeni”, dopo l’articolo del NYT secondo il quale il governo italiano avrebbe ricevuto un’informativa forse ignorata da quello degli Stati Uniti circa le responsabilità della morte del giovane studente, usando i toni a lui più confacenti, ha parlato di vergogna riferendosi a Renzi e Gentiloni, i quali si sarebbero dovuti dimettere, tanto più dopo il ritorno dell’ambasciatore italiano al Cairo, a suo tempo già richiamato in Italia. Ora, che il caso Regeni sia stata (è) una pagina brutta è senz’altro vero, perché è stata soppressa una vita di un nostro connazionale senza apparenti valide ragioni (ammesso che vi possano essere “valide ragioni” per togliere la vita!) ed in circostanze tutte da chiarire, ma in casi del genere cosa avrebbe dovuto fare il Parlamento (perché è esso a decidere)? Volere la rottura delle relazioni diplomatiche, in questo caso con l’Egitto? E cosa è più utile per la giusta causa del ragazzo deceduto e per la sua famiglia, la soppressione appunto di ogni relazione politica o, come sostiene una persona di certo al di sopra di polemiche di bassa lega come Emma Bonino, mantenere la presenza di un ambasciatore per avere (come Stato) una maggiore autorevolezza nel sostenere le proprie ragioni e nel poter chiedere che i responsabili vengano puniti? Ma il pentastellato ministro degli Esteri “in pectore” deve avere ben altre idee in proposito! La verità è che usare un tema doloroso, comunque di grande rilevanza nell’ambito delle relazioni internazionali di un Paese come il nostro, per meri fini elettorali è davvero squallido. Ma poi di che parla Di Battista? Di dimissioni di Renzi e Gentiloni? E perché? Da quale pulpito viene la predica verrebbe da dire! Perché “Dibba” non si è invece dimesso lui dopo le accuse ingiuste ed immotivate, come poi dimostrato dalla sentenza finale, rivolte alla on. Ilaria Capua, scienziata di fama internazionale, ora in Florida a dirigere un centro di ricerca di eccellenza, di aver praticato (e quindi “di essersi arricchita col vaccino”) il traffico di virus!!?? Ma sà di cosa parla quando apre bocca quest’uomo? La nostra scienziata se n’è andata con disgusto dal Parlamento e dall’Italia, ma Di Battista è sempre lì, a spargere insinuazioni e sospetti sui quali imbastire le polemiche di turno! Si dimetta onorevole, solo così sarà credibile! Ma non lo farà: vuoi che rinunci al prestigio, all’immagine (ed ai soldi) di un Ministro degli Esteri? Che tristezza questo Paese!! Papa Francesco sui migranti ed il terremoto ad Ischia. Mentre scrivo queste note ci troviamo tutti ancora una volta a piangere morte e distruzione dal terremoto, che stavolta ha colpito la bellissima isola del Tirreno, già nei secoli passati oggetto di tali devastazione in quanto trovasi nel mezzo di una ampia zona sismica che comprende i Campi Flegrei (Napoli) e la zona vesuviana. Rattrista però vedere come una “magnitudo” fortunatamente non proprio elevata (4.0 della scala Richter, all’incirca il sesto grado della scala Mercalli) abbia potuto provocare crolli e macerie. La colpa è dell’abusivismo, pare assai esteso sull’isola, per di più senza nemmeno i criteri anti-sismici; il tutto poi mentre nella Regione Campania si sta approvando una nuova normativa circa oltre 70.000 case abusive che vi sono (e mentre l’argomento “abusivismo” è entrato a viva forza nella campagna elettorale siciliana). Non posso ovviamente entrare nel merito di quanto sta emanando al riguardo la giunta De Luca, impugnata dal Governo, che pure parla, a quanto mi è dato da capire, di abbattimento di costruzioni abusive in zone a forte impatto ambientale e paesaggistico o comunque in zone ad elevato rischio sismologico o ancora costruite dalla criminalità organizzata. Staremo a vedere, come ha detto Mario Tozzi, sperando che i comuni interessati abbiano le risorse per procedere. Certo è che questo dramma del terremoto stride fortemente coi discorsi circa l’ “abusivismo di necessità” di cui parlano i “5 Stelle” (non solo), proprio loro che dovrebbero essere i campioni della trasparenza e i nemici del privilegio. Ora, si può discutere se una famiglia che vive in un alloggio abusivo da abbattere abbia diritto a rimanervi se non ha alternative (che andrebbero ovviamente “preparate” dai Comuni e dalle Regioni, magari ricorrendo all’edilizia prefabbricata); ciò che indigna è che i campioni dell’onestà fanno gli stessi discorsi di coloro che pure politicamente ogni giorno condannano. Perché, quale differenza c’è fra ciò che dice il centrodestra al riguardo ed i “5 Stelle”? Nessuna, segno evidente di una saldatura “culturale” ormai di fatto tra i grillini ed il mondo espresso da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, anche se ciò non si traduce (almeno per ora) in una prospettiva di alleanza politica (che ufficialmente i Pentastellati dicono di aborrire!). E che quanto sto dicendo abbia un certo fondamento è accertato dal fatto che a Roma (ad esempio) molti personaggi dell’entourage dell’ex giunta Alemanno sono tornati a rivestire ruoli importanti nell’ambito dell’attività amministrativa capitolina, e non è un caso! Una saldatura che già si è manifestata sulla questione dei migranti sulla quale si è espresso pochi giorni fa il papa, richiamando tutti all’accoglienza, al diritto di vita, alla necessità di predisporre percorsi validi di integrazione da parte della Politica, oltre a sottolineare l’importanza dello “ius soli”. E’ lo stesso papa che nella sua Enciclica sui temi ambientali sottolineava le gravi responsabilità dell’Uomo nei danni che si stanno producendo anche su scala planetaria; quanti i cattolici (di tutti gli schieramenti) oggi saprebbero dire le stesse cose con uguale incisività? Pochi, pochissimi perché questi sono temi difficili, di non immediata soluzione e sui quali appunto si rischia elettoralmente di perdere voti! Certo, che poi il “cattolico” Salvini (lo ha detto lui di se stesso) risponda al papa “li accolga nel suo Stato” e chiuda con la citazione evangelica “a Dio quel che è di Dio, a Cesare quel che è di Cesare” fà solo amaramente sorridere, in quanto stravolge “abusivamente” (proprio il caso di dirlo) il significato che Cristo dava a quelle parole (non ci può essere cioè sovrapposizione di piani tra Stato e Religione), ma che non voglion certo sostenere che il cattolico “nel privato” può affermare di credere ma poi in Politica “può” compiere scelte che negano alla radice la fede stessa (il migrante è il Volto del Cristo, ci ha ricordato il Papa)! Per questo motivo, da giorni, viene attaccato non in modo diretto (tutti mostrano rispetto per la sua figura), ma spargendo dubbi e sospetti su un suo presunto isolamento all’interno delle stesse stanze vaticane, quasi a voler ridimensionare la portata dirompente delle sue parole, facendolo passare come un uomo solo che insiste ad avere una visione “quasi marxista” (lo ha detto Sallusti) della realtà, quindi sgradito agli stessi cardinali e vescovi collaboratori. Insomma, un papa quasi delegittimato all’interno della Chiesa. E’ ovvio che i quotidiani di destra inizino questo tipo di campagne denigratorie, rientra nel loro stile, come quando dovevano dare addosso a quei magistrati che si permettevano di condannare Berlusconi (ricordate un servizio sulle reti del Biscione su un magistrato “colpevole” di ciò, mostrato mentre portava dei calzini di colore diverso?...). Ma anche in questo caso viene da chiedersi: ma sanno di cosa parlano certi personaggi come Salvini, come Sallusti, come Feltri? Purtroppo però oggi il loro modo di vedere risulta oggi maggioritario (nella pancia del Paese); da qui la necessità che la sinistra ritrovi una “unità” sostanziale non solo in termini di alleanze elettorali, quanto proprio di visione del mondo e della realtà, sperando in un avvenire meno drammatico di questo. Gianni Amendola

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