domenica 4 febbraio 2018

OSSERVATORIO FEBBRAIO 2018

L’OSSERVATORIO di Gianni Amendola. Lasciamo stare per ora i commenti sulle candidature (non solo quelle che riguardano il Pd); i maggiori quotidiani ne han parlato in abbondanza e sono state fatte considerazioni pressocchè unanimi. Sui sondaggi direi poi di andarci sempre con le dovute cautele, in quanto a volte, anche recentemente, hanno anche in parte “toppato”. Comunque, al di là di questo, non si respira “aria buona” intorno al Pd e la percezione anche di nostri esponenti istituzionali (sindaci, consiglieri…), non solo di Asti, di persone cioè che hanno capacità di “fiutare” più di altri gli orientamenti dell’elettorato, è che le cose non si mettano bene... Resterà da vedere “quanto e dove” si perderà. Personalmente ritengo che anche di fronte ad una sconfitta (sto facendo ipotesi, non un augurio), se non si andrà troppo al di sotto di una certa percentuale (diciamo un 23% che già sarebbe una bella botta), mettendo insieme il verosimile 3-4% delle liste imparentate col Pd (+Europa, Insieme, Civici) si arriverebbe intorno al 27%; se d’altro canto LeU raggiungesse davvero quel 7-8% che gli viene attribuito, vorrà dire che in Italia, nonostante tutto, ci potrà essere in Parlamento un’area di Centro-Sinistra intorno al 34-35%. Fantasie? Chissà…Certo è che in questo modo le cose cambiano, perchè, con quelle percentuali (se confermate) non si potrà lasciare alla Destra il Governo del Paese (semprechè superi quei numeri..), né tantomeno ai Cinquestelle. E’ ovvio che un tale personale auspicio (forse non troppo lontano dalla realtà) si scontrerà con tutti i rancori, risentimenti personali che la scissione a sinistra ha provocato nel partito; ma son sicuro che non mancano all’interno del Pd (e di LeU) esponenti che faranno il possibile per gettare “ponti” (ogni Legislatura ha avuto i suoi “pontieri”; nella DC era la norma…) perché le due parti tornino a confrontarsi. Il fatto è che comunque dopo il 4 marzo molte alleanze elettorali si scomporranno necessariamente, anche nel Centrodestra, in quanto Berlusconi non accetterebbe di buon grado un governo con un alleato riottoso come Salvini (un conto è la campagna elettorale, un conto è governare), per cui giocherà la carta delle “larghe intese”, che i più danno per certo perché già concordate; il Pd, di fronte a tale ipotesi, vedrà la minoranza, già in parte falcidiata dalle candidature, senza dubbio sulle barricate, con tutte le conseguenze possibili, mentre i Cinquestelle chiederanno un governo con “chi ci sta”, ammesso che riescano ad ottenere le percentuali che i sondaggi prevedono, ma probabilmente non saranno comunque in grado di formare un Esecutivo con numeri stabili e sufficienti (tolto Forza Italia ed anche il Pd chi rimarrebbe per loro solo la Lega… Immaginatevi l’Europa!!!). Il fatto quindi che LeU e Pd tornino seriamente a parlarsi sarà imposto “dai fatti”; del resto lo stesso D’Alema, non certo un nome “unitivo”, ha detto, come pure Vasco Errani, di stare attenti a “non farsi troppo del male”, quasi nella consapevolezza che un quadro politico come lo sto ipotizzando potrebbe non essere del tutto campato in aria. A quel punto la palla passerà al Pd perché una linea politica di governo proprio con il partito che raccoglie i suoi fuorusciti non sarà certamente accettata, se non al prezzo (e questo è il punto) di un deciso cambio di linea politico-programmatica su alcune questioni (lavoro, diritti, scuola..); in gioco in ultima analisi ci sarà il passaggio da una “macronizzazione” del partito, basato sul carisma del capo, dove qualche strapuntino alla minoranza lo si trova sempre, ad un partito articolato, presente sui territori che invece elegge un capo che lo interpreti e lo rappresenti in toto. Al momento tali visioni sembrano inconciliabili. Io credo che da lì ogni cosa verrà rimessa in discussione; ma se questo eventuale 34-35% di un’area di sinistra in Parlamento fosse anche di poco maggioritaria, e non si tentasse di dar vita ad un Governo, beh, vorrà dire che la voglia di farsi del male sarà prevalente rispetto ad ogni altra considerazione politica. Significherà però che in Italia la sinistra nel suo insieme “chiuderà” per almeno 20 anni! Si vuole giocare a chi lasciare il cerino per caso? Gianni Amendola

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